Neofascisti e nuovi fascisti. Scontri fra studenti in quel di Palazzo Nuovo.

Ecco, in tutto il suo splendore, Palazzo Nuovo, enorme brufolo sulla faccia altrimenti graziosa di Torino.

Ieri a Palazzo Nuovo, sede della Facoltà di Lettere e Filosofia di Torino, è andata in scena una rievocazione storica. Tema dell’evento: il ’68.

Alcuni ragazzi del Fuan, gruppo studentesco di estrema destra, si sono piazzati nell’atrio dell’edificio per fare volantinaggio. Gli Studenti Indipendenti, avversari politici del Fuan, sono andati a spiegare ai “neofascisti” che “la loro presenza non è gradita”.

Dal sito “Infoaut”, che riporta il punto di vista degli Indipendenti:

“Gli studenti e le studentesse hanno invitato l’organizzazione di estrema destra ad andarsene.”

“Centinaia di studenti e studentesse antifasciste che poco a poco sono accorse per contrastare la presenza puzzolente dei fascisti che ancora cercano spazi di agibilità all’interno dell’università.”

Repubblica, la stessa testata che solitamente in occasione delle manifestazioni descrive in maniera benevola i ragazzi, scrive:

 “(I ragazzi del Fuan) sono venuti a contatto con quelli del Collettivo universitario autonomo e di Studenti indipendenti con calci, spintoni, lancio di uova”

E’ questo il significato di “invitati a uscire”?

Sempre Repubblica:

“Gli agenti della Digos hanno tentato invano di separare i due gruppi e hanno immediatamente dato l’allarme: è accorso in forze il Reparto mobile che, in tenuta antisommossa, ha caricato gli studenti del “presidio antifascista” e ha fermato un manifestante, separando i due schieramenti, che hanno continuato a fronteggiarsi prima all’interno dell’università e poi fuori.”

Qui non voglio occuparmi della dinamica dello scontro fra poliziotti e studenti, chi abbia cominciato, chi abbia provocato chi e simili. I racconti si contraddicono fra loro, la gente è confusa, magari era dietro e non vedeva bene, oppure era troppo davanti, impegnata a schivare i manganelli. Basti sapere che la giornata si è conclusa con l’arresto di una studentessa (“una compagna arrestata”, titola Infoaut) e con il fermo momentaneo di un ragazzo spagnolo.

Quello che mi interessa di più è l’inizio. Studenti di un particolare gruppo politico entrano nell’università per fare volantinaggio e altri studenti si muovono per impedirlo, per cacciarli. Illegalmente, perché l’università è di tutti, e tutti hanno il diritto di esprimere le proprie idee, persino i fascisti (e i comunisti, che ogni giorno vendono Lotta Comunista nell’atrio).

Perché gli Studenti Indipendenti volevano impedire ai neofascisti di volantinare?

Un amico che era presente mi scrive, descrivendo la giornata:

Mattinata di scontri duri ma li abbiamo cacciati via.

Il solito volantinare propaganda da fasci. Legale giuridicamente ma immorale da un punto di vista etico.

È una questione morale. La violenza è sbagliata, ma è giusto che dei fascisti mascherati da collettivo universitario facciano propaganda nell’università pubblica?

Infatti è una prova di forza, legalmente non riconosciuta nè ammissibile. Fa tristezza perché non si dovrebbe arrivare a tanto, ma diventa una questione di valori personali.

Studente: una persona che crede che le proprie idee siano così fighe che andrebbero rese obbligatorie. Una persona che spesso ritiene che i propri valori siano molto più importanti di cazzate come la libertà di espressione e il rispetto delle minoranze.

Ieri a Palazzo Nuovo si sono scontrati i neofascisti del Fuan e i nuovi fascisti, rappresentati dal gruppo politico studentesco maggioritario che vuole impedire al suo più odiato avversario di manifestare le proprie idee. Sanno di essere nella totale illegalità e e se ne fregano, tanto se la polizia arriva passa immediatamente dalla parte del torto perché è violenta e aggressiva.

“La violenza è sbagliata” ma se i gli avversari politici entrano nel “tuo territorio” (tuo da quando?) lo è un po’ meno.

L’altra punto interessante è quello citato da Infoaut: “centinaia di antifascisti e antifasciste accorsi”. Come se il fatto di essere in tanti, di essere la maggioranza, determinasse chi ha torto e chi ha ragione, chi ha diritto di esprimersi e chi no. Fortunatamente il 50% +1 non basta per decidere cosa è legale, morale, giusto e cosa non lo è. E nemmeno il 75%, il 90%, il 99,9%. “Eravamo in tanti a volerli cacciare, eravamo la maggioranza” non è quindi una giustificazione, è una scusa.

“Non approvo che fascisti e comunisti possano volantinare, ma difenderò con la vita il loro diritto di farlo”, avrebbe detto Voltaire se fosse stato uno studente di Palazzo Nuovo.

La vita qui nell’atrio prosegue tranquilla, ma così, per sicurezza, vi consiglierei di ripassare le prime strofe dell’Internazionale. Casomai un giorno vi fermasse una squadra di “magliette rosse”.

Vittorio Nigrelli

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