Kate Middleton incinta. Intanto arriva la Catherine Bag.

kmiddleton_gl_30jul12_rex_b_320x480_1I Duchi di Cambridge, la Casa Reale, tutti, ma proprio tutti hanno annunciato l’arrivo dell’atteso erede. Kate Middleton è incinta e l’erede al trono, il Principe William, diventerà papà. Sul web e sui vari tabloid si rincorrono le notizie e i pettegolezzi più svariati.
Kate ha già passato la sua prima notte di ospedale, al King Edward VII di Londra, davanti a cui si sono appostati svariati giornalisti e fotografi che hanno confermato la presenza costante del marito William al suo fianco per l’intera giornata, fino a che non è stato visto uscire, intorno alle 20.20.
Nel frattempo il toto-bimbo è già iniziato e il Telegraph azzarda un’ipotesi sul numero degli eredi in arrivo. Secondo alcune indiscrezioni, Kate avrebbe nausee mattutine in forma acuta, chiamate hyperemesis gravidarum, maggiormente presenti, in questa forma, nei casi di gravidanze gemellari, comportando il rischio di disidratazione della futura mamma. Nulla di certo, ma si fa largo anche questa ipotesi. (Fonte).

A parlare, poi, non è solo il mondo del gossip che si stringe intorno alla coppia in dolce Gucci-Catherine-Medium-Top-Handle-Bag-247486-Coffee-2attesa, ma anche il mondo della moda. Guccio Gucci, ultimo erede della famiglia di pellettieri toscani e creativo del marchio “To be G“, ha infatti creato la Catherine Bag. Una borsa dalle linee morbide, con impunture a vista, e cucita a mano come vuole la migliore tradizione, per cui «Mi sono ispirato ai suoi lineamenti delicati ed al suo innato fascino. Ho studiato il suo gusto per produrre una borsa che fosse perfettamente adatta a lei che è la nuova principessa del popolo, sofisticata, elegante e regale, ma al tempo stesso semplice, pratica e moderna», ha affermato lo stesso creativo. Una borsa per Kate, futura mamma e con una grossa eredità da portare avanti: quella della di Diana. Insomma, che Kate fosse paragonata a Lady D è un dato di fatto, la sua delicatezza, il suo modo di fare molto posato, e la nuova borsa di Gucci non fa che confermarlo.

obama1-300x200Guccio Gucci, poi, non è la prima volta che dedica ad un evento importante, e ad un vip, una borsa speciale. Anche in occasione della rielezione a presidente degli Stati Uniti d’America di Barack Obama, il creativo della casa aveva creato un modello su misura per Michelle Obama: la Michelle Bag, appunto.

 

Veronica Sgobio

”Non ho niente da mettermi!”

Ci troviamo spesso davanti al nostro armadio indecisi su cosa indossare; in questa situazione la frase che inevitabilmente ci viene spontaneo dire è ‘Non ho niente da mettermi!’.

Ma siamo proprio sicuri?  Ci sono molti modi in cui si possono reinventare i capi del vostro guardaroba dando loro un volto nuovo e un twist inaspettato. E l’occorrente per trasformarli si può trovare ovunque, dai mercatini ai negozi vintage, dalle mercerie ai colorifici, e soprattutto su internet, che si presenta spesso come l’opzione più economica e con la scelta più ampia.

Naturalmente, è necessaria l’ispirazione. Ecco qui alcune idee:

– Pizzo

Pizzi e merletti sono sempre un’ottima idea. Innanzitutto, vi permetteranno di riciclare vecchi nastri e corredi delle vostre nonne, che saranno – nella maggioranza dei casi – molto contente che capi a cui tenevano e che magari loro stesse hanno realizzato rivedano finalmente la luce. Se nessuna delle vostre nonne ha conservato qualche scampolo di pizzo, non vi resta che andare in qualsiasi mercatino o negozio dell’usato, solitamente molto forniti di anticaglie del genere.

Se volete dare un look inedito al vostro pizzo, potete colorarlo in varie nuances per distinguerlo dal solito bianco: sbizzarritevi con i colori della stagione (soprattutto il bordeaux) o con colori fluorescenti, che io suggerirei di applicare su abiti di colori basici, specialmente il nero.

Potete anche orientarvi verso il tulle, che vi darà alternativamente un’allure da ballerina urbana o neo-gothic.

– Bottoni

Ho sempre avuto un occhio di riguardo verso i bottoni, forse perché la mia mamma li colleziona e ne ha una scatola piena. Se non avete mai prestato attenzione ai bottoni, non è troppo tardi per cominciare: se ne trovano anche di stranissimi, colorati, optical, minimali, di qualsiasi forma e materiale. Nelle grandi mercerie, troverete dei veri tesori.

A quel punto potrete cucirli sul vostro cappotto nero, sulla camicia bianca, sulle pochettes come chiusura, o trasformare i più grossi e originali in spilla da applicare su un revers. Posso assicurarvi che dei bottoni ben scelti e ben collocati possono aggiungere ai vostri vestiti un non so che di inatteso: vi sembrerà di avere appena fatto shopping. Provare per credere.

– Borchie

Sono molto restia a proporre le borchie, ora che hanno invaso tutte le vetrine tranne forse quelle delle gelaterie. Se però non avete perso l’amore per le borchie e siete solo seccate perché ormai le ha addosso chiunque, non le abbandonate troppo frettolosamente: qui il gioco è quello di customizzare capi non banali. Può essere il trench, può essere un cerchietto, può essere un vestitino bianco da prima comunione. L’importante è osare, spingersi con le borchie laddove nessuno è ancora arrivato…

Dye

In italiano, questa parola significa ‘colorante’. Suppongo abbiate già capito. Se avete un vestito irrimediabilmente macchiato o che ha anche solo bisogno di una rinfrescata, sarà sufficiente recarsi in un colorificio e comprare delle tinture per stoffa; anche qui, avete carta bianca su come e cosa tingere, anche se è sempre meglio, almeno le prime volte, sperimentare sul cotone, che è di gran lunga il tessuto più semplice da colorare (come del resto tutti i tessuti naturali, da privilegiare rispetto a quelli sintetici).

Dopo aver acquisito un po’ di dimestichezza, potete provare a sfumare i colori, facendoli degradare dalla tinta più scura fino al bianco o viceversa, procedimento che vi permetterà di avere un guardaroba lievemente hippie per quando arriverà la bella stagione.

Allora, che aspettate? Mettetevi subito al lavoro!

Francesca Martorelli

La versatilità del blazer

L’inverno si avvicina a passi rapidi e le giornate diventano sempre più fredde; questo però non significa che ci si debba infagottare in cappotti pesanti come una coperta o in piumini chilometrici che rendono la figura informe. Un capo che permette di ovviare ad un clima poco mite senza tralasciare l’eleganza è il blazer, minimale e leggero, purché naturalmente si tenga conto di qualche accorgimento.

Non fossilizzatevi sull’uso principale: il blazer che avete indossato nelle sere d’estate al mare su tutti i vestitini, in inverno può essere trasformato in un capo da mettere sotto un capo più pesante. Abbinatelo con un trench ampio, un cappotto dal taglio maschile – come dovrebbe essere anche il vostro blazer – o una giacca un giaccone più corto, giocando con le proporzioni e le sovrapposizioni, ton sur ton o con nuances dello stesso colore (grigio scuro e chiaro, marrone e beige, beige e bianco crema).

Se invece preferite continuare a usare il blazer come giacca, ci si deve può vestire a strati, indossando, nelle giornate più gelide, anche due o tre un paio di maglioncini. In questo caso, si devono cercare dei golfini che, pur essendo sottili, siano il più possibile caldi (sempre per evitare l’effetto ‘fagotto’). Qui è meglio evitare di sovrapporre colori diversi, puntando invece sui toni invernali, dal nero al grigio al marrone. A questo punto, indossate il blazer con sciarpa e guanti, magari con un cappello, per affrontare senza problemi anche l’inverno più rigido le giornate più rigide.

Francesca Martorelli

Dior Homme: indiscrezioni sul successore di Jude Law.

Per anni siamo stati abituati a passare davanti alle vetrine delle profumerie e vedere il volto di Jude Law rivolgerci uno sguardo enigmatico dal poster pubblicitario del profumo Dior Homme. Cartelloni anticipati da uno short film firmato da Guy Ritchie (sotto potete gustarvi il video) in cui il segno riconoscitivo per “un rendez-vous” era proprio il profumo.

La musica sembra cambiata in casa Dior. Il volto ammiccante sta cambiando sui cartelloni, o lo farà comunque tra poco. Sono giorni che sul web circolano voci di un contratto milionario con un altro volto noto del cinema: il 26enne Robert Pattinson.
La maison non si pronuncia, così neanche la sede italiana parla, ma le prime indiscrezioni parlano di un contratto a sei cifre, con un 12 davanti: 12 milioni di dollari a Pattinson per un accordo della durata di 3 anni con la maison.

Potrebbe essere dunque lui a seguire le orme di Jude Law. Subito sono iniziati gli inevitabili paragoni. Sarà capace Robert di mantenere gli standard di aspettative di chi quel cartellone l’ha sempre guardato, ammirato, agognato e sognato?
Nel frattempo proviamo a immaginare il nuovo commercial, magari anche un nuovo corto, con Robert Pattinson nella parte del milionario indossatore del profumo Dior Homme.

Veronica Sgobio

 

Ciò che conta è l’accessorio #2

In un articolo pubblicato su TheTweeter il 15 ottobre (potete trovarlo qui), si parlava dell’importanza dei dettagli, di quanto un accessorio apparentemente marginale possa “fare la differenza” e diventare il focus di una mise. Ecco quindi altre due fondamentali categorie di accessori.

Cinture:

Nessuno parla mai di cinture. Eppure una cintura, più o meno vistosa, in semplice cuoio o in materiali più ricercati (dal pitone fino addirittura al metallo), può caratterizzare e rendere particolare la camicia bianca più basica. Può sottolineare una vita sottile o strutturare un vestito morbido.

Sciarpe:

Ogni donna, nel suo guardaroba, dovrebbe possedere almeno una sciarpa. La scelta è infinita: una pashmina colorata, o un foulard vintage, o ancora una stola di seta, ognuno può attingere al proprio gusto personale, assicurandosi però che la tinta scelta valorizzi la propria carnagione. Oltretutto, tra gli accessori, la sciarpa è uno dei più utili: tiene caldo d’inverno e nelle sere d’estate, arricchisce il cappotto e, mollemente appoggiata sulle spalle, dona un’allure elegante a qualsiasi abito da sera.

 

Francesca Martorelli

Dior sospende uno spot: pubblicità ingannevole.

27 Ottobre 2012.
Lo spot per il mascara DiorShow, prodotto di punta dei cosmetici di casa Dior, è stato sospeso a causa dell’accusa di essere una pubblicità ingannevole.
La protagonista, anzi, le protagoniste del caso sono le ciglia di Natalie Portman che ha prestato il volto alla campagna. Troppo lunghe, folte e curve rispetto all’originale, l’accusa. Photoshop sembra l’unica risposta possibile.

Il dubbio sulla veridicità di un risultato del genere è stato instillato da alcune beauty-spie di L’Oréal UK. E’ impossibile per le comuni mortali ottenere risultati di questo tipo, affermano. L’unico modo per avere ciglia così è il buon vecchio ricorso alle ciglia finte, allora sì sarebbero folte, curve e decisamente più curve delle originali.

La risposta della maison sotto accusa non si è fatta attendere. Quell’immagine, finita nel mirino, era stata studiata come pubblicità per un rossetto, solo in un secondo momento è stata usata per DiorShow, risponde. Lo spot è stato comunque ritirato.

Garante per l’originalità dei risultati senza l’intervento di fotoritocchi vari in post-produzione è l’Asa (Advertising Standards Authority), il cui compito consiste proprio nel verificare che non si pubblicizzino prodotti i cui risultati vengono ritoccati proponendo miracoli, piuttosto che interventi estetici.

Dobbiamo rimanere realisti: l’unica soluzione rimane la buona vecchia scuola anni ’60, rassegniamoci, colla e ciglia finte. Solo così possiamo sperare di ottenere un risultato simile a quello promesso nello spot incriminato. Altrimenti l’unica via rimane, comunque, Photoshop, ma per il momento vale solo nelle foto, non funziona nella vita quotidiana. Sarà questa una delle prossime novità, ci chiediamo?

Veronica Sgobio

Ciò che conta è l’accessorio #1

Ci sono dei capi indispensabili in ogni guardaroba, oggi come vent’anni fa: il trench, la camicia bianca, il little black dress. Poi ci sono ‘’oggetti’’ inaspettati, magari folli, che opportunamente abbinati posso non solo risolvere le ‘’crisi da armadio’’, ma anche trasformare una tenuta qualsiasi in un look personale. A volte il make-up, o altre volte una pettinatura o un gioiello. Ma la sostanza non cambia: ciò che conta è l’accessorio.

Décolletées colorate:

Un paio di décolletées colorate, naturalmente con il tacco alto: non si deve aver paura di osare. Non è importante con cosa le accompagnerete, perché il fulcro del look sarà ai vostri piedi.

Cappello:

Ci vuole un certo coraggio per indossare i cappelli, ma tutto sta nel trovare quello che sta meglio al nostro viso. Niente paura: c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dal basco parigino alla coppola italica, dal classico borsalino al panama estivo, un cappello azzeccato è in grado di trasformarci.

 

Francesca Martorelli