Un segnalibro che fa il riassunto dei capitoli precedenti.

E’ questa una parte dell’idea di quattro ragazzi tra i 20 e i 25 anni che hanno partecipato al contest “Create24”, organizzato nell’ambito del Digital Festival.

“Create24 – come si legge sul sito – è un concorso creativo che si svolge nell’arco di 24 ore non-stop, dedicato allo sviluppo progettuale e creativo di un tema svelato all’inizio della competizione”.

Quest’anno si richiedeva ai partecipanti di “pensare a contenuti che vivano sia sulla carta che nel digitale, adattandosi al mezzo utilizzato e offrendo all’utente una continuità di esperienza nel passaggio da un mezzo all’altro.”

Il team MICIDIAL CORPORATION, formato da Dario Catto, Paolo Data, Geraldo De Oliveira e Alessandro Promio (in foto), è subito partita con il piede giusto.

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Invece che cercare una soluzione a un problema, i ragazzi sono andati alla ricerca di un problema.

Quando si lascia un libro per giorni, settimane, mesi chiuso sul comodino, riprendere la lettura può essere arduo.

Posto il problema “come fare in modo che una persona possa riprendere a leggere dal punto in cui aveva iniziato senza dover tornare indietro?” E’ arrivata la soluzione: creare un “qualcosa” che potesse fare un “riassunto delle puntate precedenti”. E la loro attenzione è caduta su un oggetto usato spesso e volentieri da chi legge: il segnalibro.

Perché non creare un segnalibro che faccia un riassunto di quello che è successo?

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Il progetto va ben oltre lo “semplice” strumento, che potrebbe essere realizzato con le modernissime tecnologie OLED o con il grafene.

I ragazzi parlano di una nuova applicazione, chiamata “Koala”,  grazie alla quale i lettori potranno interagire, scambiare recensioni e guardare le “playlist” degli amici.

Se volete dare un sguardo al progetto basta cliccare qui.

Quali sono le caratteristiche del grafene?

Il grafene è un materiale a base di atomi di carbonio che si ottiene in laboratorio dalla grafite. Ha uno spessore molto basso, vicino a quello di un solo atomo, e grazie alle sue caratteristiche di conduttore si sta guadagnando un posto importante nel campo dell’informatica.
Nel 2010, un gruppo di ricerca della IBM è riuscito a realizzare un transistor al grafene con una frequenza di funzionamento massima di 100 GHz e lunghezza del gate di 240 nm. Sempre nel 2010, all’UCLA, un altro test con il grafene ha toccato il record di velocità di un transistor raggiungendo i 300 GHz. Un risultato davvero straordinario, basti pensare che transistor realizzati con tecnologie all’arseniuro di gallio (usato nei dispositivi elettronici ad altissima velocità e nei dispositivi emettitori di luce) hanno una frequenza massima di 40 GHz. Nel 2011, IBM è riuscita nuovamente a realizzare un transistor dello stesso materiale ma questa volta con una frequenza di 155 GHz e lunghezza del gate di 40 nm.
Il grafene può essere inoltre utilizzato per sostituire gli elettrodi in indio negli schermi OLED, rendendoli meno costosi da produrre. Gli schermi OLED sono dotati di una tecnologia che permette di realizzare display a colori con la capacità di emettere luce propria: a differenza dei display a cristalli liquidi, i display OLED non richiedono componenti aggiuntivi per essere illuminati (come un pannello per gli schermi al plasma o LCD), ma producono luce propria. Questo permette di realizzare display molto più sottili e addirittura pieghevoli e arrotolabili, e che richiedono minori quantità di energia per funzionare. Sia Apple che Samsung hanno depositato moltissimi brevetti che utilizzano questo tipo di schermi, e grazie al grafene potranno avere costi di produzione minori, diventando accessibili.

Anche il mondo dei dispositivi portatili a batteria potrà beneficare dall’utilizzo del grafene attraverso batterie agli ioni di litio in gradi di ricaricarsi molto più rapidamente e, più avanti, attraverso sistemi energetici interamente in questo materiale.
Se si utilizza come elettrodo, invece, si potranno realizzare pannelli solari interamente in carbonio più efficienti e facili da riciclare perché verranno interamente eliminati i metalli senza. Le auto a idrogeno potranno avere serbatoi più piccoli ma in grado di contenere maggiori quantità di carburante e saranno più piccole ma anche più efficienti.
Insomma, il grafene è un materiale con potenzialità meravigliose e i campi in cui si potrà utilizzare sono ancora tutti da scoprire.

Continuando a dimenticare le pagine, aspetteremo di vedere cosa saranno in grado di fare questi quattro ragazzi nei sei mesi in cui verranno aiutati nella creazione di una start up. Se hanno avuto un’idea del genere in 24h, immaginate cosa potrebbero creare in 4392h.

Vittorio Nigrelli e Andrea Costamagna

 

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Windows 8.1 sarà solo un aggiornamento o di fatto un nuovo sistema operativo?

Microsoft ha da qualche mese lanciato il suo nuovo sistema operativo, Windows 8. Con questo sistema, che Microsoft ha voluto rendere “universale” per tutti i dispositivi, sono state apportate alcune modifiche all’esperienza di utilizzo. La principale è stata l’introduzione schermata metro, su cui sono raggruppate tutte le applicazioni provenienti dal Windows Store, andando però a eliminare il tasto start delle versioni precedenti del sistema operativo.

Questa schermata è stata sviluppata principalmente per uno schermo touch, essendo questo nuovo sistema utilizzato sia su smartphone che su tablet ed anche sui nuovissimi dispositivi ultrabook convertibili o con schermo touch.

Chi però utilizza dispositivi non dotati di questa tecnologia ha lamentato molte difficoltà di utilizzo, nonostante però siano state vendute più di 100 milioni di licenze del nuovo Windows 8 (gli analisti ritengono che sia stato un flop, ndr).
Il nuovo Windows 8.1 è atteso per la fine di giugno e sarà molto più desktop-oriented.

 

Verrà quindi migliorato l’utilizzo del sistema per chi non possiede ancora dispositivi con schermo touch. Questa è una vera e propria inversione a U della azienda, costretta a tornare sui propri passi dopo il flop. Nota importante, l’aggiornamento sarà gratuito e scaricabile tramite il Windows Store.


In rete per ora circolano solo alcuni rumors: l’inserimento del vecchio tasto start nella schermata desktop; piena compatibilità con gli schermi da 7/8 pollici per creare tablet più piccoli e convenienti; migliorie generali della schermata metro e nelle prestazioni. Rimanete quindi in attesa per i prossimi aggiornamenti, notizie e rumors scovati nella rete.

Andrea Costamagna

Samsung Galaxy S4, il giorno è arrivato.

Oggi è arrivato il giorno che molti fan di Android (e non) stanno aspettando dal primo tweet del profilo ufficiale e dall’uscita dei vari video teaser della casa coreana: Oggi verrà lanciato il nuovo modello di punta della Samsung, il Galaxy S4.

 

Durante una conferenza a New York verrà presentato il nuovo smartphone, che non sarà soltanto un restyling del vecchio S3 ma un prodotto tutto nuovo, tranne che nel design che rimarrà quasi identico, con delle potenzialità davvero alte.

I vari rumors, che si susseguono da molto tempo, parlano di un processore da ben 8 core, una fotocamera da 13 Mpixel, forse anche in 3D, e uno schermo da 5 pollici HD.

Questo nuovo schermo super AMOLED debutterà, secondo le indiscrezioni, con una tecnologia denominata Green Pholed. Tutto ciò permetterebbe di porre un grande risparmio energetico, addirittura del 25%. Il risparmio energetico sui dispositivi mobili è da sempre un motivo di interesse principale per tutti i produttori, e poter sviluppare un display con elevati risparmi di energia mantenendo un’ottima resa non può che dare la possibilità di suscitare ancora più interesse.

Oltre a tutto ciò si parla anche di due nuove funzionalità.

Parliamo innanzitutto di un vero e proprio Floating Touch, una funzione per quanto concerne il display già vista ed implementata da Sony sul suo Xperia Sole, che permette di utilizzare lo smartphone, in alcune funzionalità, sfiorando letteralmente il pannello del display ma non toccandolo. Samsung potrebbe quindi aver implementato nella sua nuova Touch Wiz (la personalizzazione del sistema Android da parte della casa coreana) molteplici funzioni permettendo di utilizzare il Floating Touch in tutte le primarie e non solo operazioni quotidiane.

Le vecchie indiscrezioni, e i relativi screen shot, avevano già fatto vedere come la stessa Samsung implementerà Smart Scroll, Smart Pause, Smart Rotation e Smart Stay, tutte funzioni innovative e originali che permetteranno di avere il controllo del device senza addirittura toccarlo.

Dal punto di vista software, al lancio il Samsung potrebbe proporre lo smartphone con l’attuale Android Jelly Bean 4.1.2 anche se personalizzato con la nuova interfaccia grafica e le nuove features. Sarà pronto poi per essere aggiornato nel giro di poche settimane all’attuale 4.2.2.

Si vocifera anche della presenza della nuova Samsung ORB, la funzionalità della fotocamera che permette di realizzare immagini a 360 gradi proprio sullo stile di Photo Sphere presente in Android stock.

Non ci resta quindi che aspettare le 23.00 Italiane, le 18.00 ora locale, per assistere alla presentazione al Radio City Music Hall. Un evento in grande, con oltre mille giornalisti invitati da tutto il mondo, per un totale di circa tremila persone, compresi clienti, partner e dirigenti della stessa Samsung. Un evento importante, perché per la prima volta Samsung viene a presentare qualcosa nella patria di Apple e Microsoft e nella città dove Nokia ha lanciato l’ultima generazione di Lumia, quella con Windows Phon 8 e la tecnologia PureView. Dopo l’uscita rimanete sulle nostre pagine per avere l’articolo completo con tutte le novità, i prezzi e molto altro ancora. Vi aspetto.

Nel frattempo potete godervi questo video.

Andrea Costamagna

SPECIALE ELEZIONI POLITICHE 2013. Manca poco, ormai, alle elezioni. Se non sai dove sei, c’è chi ti può dare una mano.

19 Febbraio 2013.
thumbnail_526_elezioni-politiche-2013Siamo giunti allo sprint finale di questa tormentata campagna elettorale. Il prossimo weekend sarà quello decisivo e dopo tante piccole e grandi parole, scandaletti e scandaloni cui ormai siamo preparati nella loro eventualità e tanti forse troppi dibattiti e piazze e manifesti e slogan, che rendono a volte tutto più confuso, siamo tutti qui in attesa di ciò che sarà da fare il 24 e il 25 Febbraio.
Già queste elezioni erano tormentate ancora prima che arrivasse il giorno delle urne, adesso come adesso la confusione è a un tale livello che serve un modo per farci un attimo di chiarezza nel marasma di idee che affolla le nostre teste. (E quel modo non sarebbe stato neanche posticipare il Festival di Sanremo, come da tanti invocato ai primi di Gennaio).

Se le urne vi spaventano, o meglio vi spaventa arrivare alle urne impreparati, o ancora è la prima volta che andate a votare e proprio non sapete dove andare a sbattere la testa, c’è chi ha pensato delle app per smartphone o ancora siti web con annessi test per aiutare a dare delle delucidazioni. Ne vediamo alcuni:

  • Voi siete qui, è il test in 25 domande su tematiche varie che vi dirà, in ordine dalla più vicino alla più lontana, qual è la lista che fa per voi a queste elezioni. La cosa interessante è poter confrontare non solo il livello di adesione generale sulle 25 tematiche, ma anche tema per tema, qual è la lista che più fa per voi. Insomma: un buon modo per riordinare priorità e idee inquadrando le liste “papabili”. Altro punto a favore va per il fatto che, per ogni tematica, è presente un menù a tendina “Approfondisci” tramite cui poter vedere più da vicino i punti specifici di ognuna. Non richiede tanto tempo e alla fine, se non altro, avrete almeno inquadrato i grandi temi della politica su si sta dibattendo in questo periodo;
  • Trova il tuo candidato, il principio è più o meno lo stesso, ma a differenza del test precedente le domande sono 20, sempre sui temi maggiormente battuti in questa campagna elettorale, e il risultato non è un elenco di liste, ma il nome del candidato premier cui dovreste dare il voto coerentemente con le risposte che avete dato alle varie domande;
  • Voto io, un’app con cui potete dare già il vostro voto a una lista, in forma anonima, e vedere i risultati dei pre-voti di chi quell’app l’ha scaricata e l’ha usata per esprimere anticipatamente la sua posizione politica;
  • Politometro, un test simile a quello proposto da LaStampa, ma sviluppato da Repubblica.it: un test in 12 domande per delineare il profilo del proprio candidato ideale;
  • Le voci della politica, non è un test, ma è lo strumento che LaStampa, nella sua edizione, online mette a disposizione ai suoi lettori perché abbiano uno sguardo d’insieme su quelle che sono e sono state le vere protagoniste di questa campagna elettorale: le parole, soprattutto quelle dette sui Social Network e Social Media.

Se non avevate ancora le idee chiare magari questi strumenti possono darvi qualche mezzo e qualche terreno su cui confrontarvi, principalmente con voi stessi.
Perché se davvero questa è l’epoca di internet, allora lasciamogli il suo ruolo di informazione e usiamo web, social network e quanto in suo possesso, per rendere migliore anche la vita quotidiana fuori dalla rete.

Veronica Sgobio

Spotify in Italia è realtà.

Spotify-in-Italia-in-tempo-per-Sanremo-2013_h_partbSpotify è principalmente un servizio di musica in streaming del web, ma è anche molto di più: è una piattaforma dove poter controllare tutta la propria vita musicale digitale, che non solo permette di cercare ed ascoltare musica gratuitamente, ma anche di creare playlist. Oltre all’applicazione per Mac e PC sono state rese disponibili anche applicazioni specifiche su Android, iOS, Windows Phone, BlackBerry e Symbian. Ciò permette di accedere a questo tipo di servizio in mobilità, permettendo così a chiunque di avere la propria musica sempre a portata di mano, e di non occupare la memoria dello smartphone. Dopo anni di resistenze delle case discografiche, anche nel nostro paese sarà quindi possibile accedere al più imponente servizio di musica in streaming del web. Questo tipo di servizio è stato reso disponibile dall’inizio del festival di Sanremo. Si potranno già dunque ascoltare le canzoni di alcuni degli artisti presenti in gara direttamente con un click. Questo servizio è disponibile soltanto se si ha a disposizione una connessione ad internet ADSL, preferibilmente di tipo FLAT.

Come funziona Spotify? – Per usare Spotify si deve innanzitutto scaricare l’applicativo sul proprio PC o Mac. Il servizio, però, ricordiamolo, è disponibile anche per Android, iOS, Windows Phone BlackBerry e Symbian. A questo punto, una volta installato, sarà possibile creare un account online. Ne esistono di tre tipi:
1) Free: permette di ascoltare musica dal computer in modo completamente gratuito. Le limitazioni su questo tipo di account sono però la possibilità di avere, tra un brano e il successivo, a volte degli spot pubblicitari. Se si va all’estero in un paese in cui il servizio di Spotify non esiste, si puoi comunque utilizzarlo per 14 giorni.
2) Unlimited: costa 4,99 euro al mese. Niente pubblicità, nessun limite di ascolto (neanche all’estero).
3) Premium: costa 9,99 euro al mese. Niente pubblicità, nessun limite di ascolto (neanche all’estero) e possibilità di scaricare in locale i brani che si desidera per ascoltarli offline. È l’unico account utilizzabile per usare il servizio anche su smartphone. L’account premium può essere provato gratis per 30 giorni.

Spotify, oltre a fornire il servizio di streaming, è un vero e proprio strumento di socializzazione musicale. Associando il proprio profilo di Facebook sarà possibile visualizzare tutti i propri amici del social e sarà anche possibile condividere direttamente sul proprio profilo la musica che si sta ascoltando e che si vuole condividere. Inoltre sarà possibile entrare a far parte di una gruppo di tendenza musicale dove si potrà aggiungere brani a proprio piacimento che potranno quindi essere ascoltati anche dagli altri componenti del gruppo stesso.

Se si accede a questo servizio tramite ADSL il problema del consumo dei mega non si pone (a meno che non si abbia un servizio a consumo), ma se si accede in mobilità il consumo è sempre da tenere d’occhio per non sforare dal proprio piano tariffario e incorrere in costi aggiuntivi. Dopo aver effettuato vari test, il consumo di mega in base alla qualità di ascolto è il seguente:
Qualità 96 kbps –> 0.72 MB al minuto.
Qualità 160 kbps –> 1.2 MB al minuto.
Qualità 320 kbps –> 2.4 MB al minuto.

Attenzione quindi a monitorare sempre il proprio traffico dati. Il mio consiglio è quello di ascoltare i brani alla qualità minima o, se si ascolta sempre una sola playlist, di utilizzare il servizio di ascolto offline.
Per i “pirati informatici” che vogliono scaricare in modo gratuito, ma ricordo illegale, i brani presenti nel database di Spotify, il programma che consiglio è SpotyDL.
Insomma che altro dire? Spotify è un mondo tutto da scoprire. Per chi ama la musica e vuole averla sempre a portata di mano senza occupare la memoria del proprio smartphone o PC, Spotify è la migliore soluzione che si possa avere e finalmente è anche in Italia.

Andrea Costamagna

La Ruzzle-mania contagia tutti. E’ arrivata anche la Ruzzle Song.

13 Febbraio 2013.
E’ una delle App per smartphone più scaricate di sempre. Ha contagiato milioni di utenti con il suo look essenziale e la semplicità delle sue regole. Riprendendo due dei più classici giochi di parole – Scarabeo e il Paroliere – ha accattivato utenti Apple e Android. Ogni partita si compone di tre round da 2 minuti ciascuno. Veloce, intuitiva e allenamento: è Ruzzle, di MAGInteractive, l’applicazione del momento.

ruzzle-trucchiIn giro per le città su treni, bus, tram, ma anche su panchine e in coda alle Poste, magari, si notano personaggi totalmente immersi nel proprio smartphone, col naso premuto sullo schermo touch e l’indice che scorre convulsamente da parte a parte. Tipico di chi si è fatto contagiare (come la sottoscritta). Il tutto termina in due minuti, ma attenzione, se quello giocato era l’ultimo round… Non sapete ancora quale possa essere la reazione del giocatore.

Basta veramente pochissimo per entrare in questo mondo fatto di sole lettere. In più il meccanismo è social. Si scarica l’applicazione (disponibile in versione free e anche in una versione Premium a 2,69 €) e poi si possono sfidare amici di Facebook, seguaci su Twitter o avversari a caso direttamente dal gioco.
Si manda l’invito a una sfida e, quando l’altro avrà accettato tutto inizia. 3 turni in cui i giocatori danno il tutto e per tutto a suon di… Parole.
Compare una scacchiera di 16 caselle ognuna contenente una lettera con un valore e da lì vince chi trova più parole possibili, e che preferibilmente valgano molti punti.
A rendere più interessante il tutto c’è la possibilità di accumulare gli Achievement, sorta di medaglie che premiano i vari risultati ottenuti nei vari giochi e anche quella di vantarsi in tempo reale pubblicando appunto Achievement e sfide vinte sui propri profili dei Social Network. Più social di così!

Tutto questo, però, non è bastato. Ormai da giorni su YouTube circola un video esilarante nato dalla collaborazione di Ruzzle Ita con C-You.Tv & Weirdo Production, con le voci di Pancio,Jimmy Barba ,Kristine, Bambi, Marina Marchione, Ezio Cristo. La canzone si intitola Ruzzle Song, ovviamente, e non solo prende in giro i RuzzleAddicted sparsi per il mondo, ma fa ridere per il modo originale di usare la composizione di parole, esattamente lo scopo di questa applicazione/gioco che, ormai sta coinvolgendo tutti in un vortice di lettere e parole, talvolta anche improbabili. (Qui sotto potete vedere il video e ascoltare l’originalissima RuzzleSong).

Se avete abbastanza coraggio e uno smartphone a vostra disposizione e non lo avete già fatto, fatevi contagiare dalla nuova mania: non vorrete più smettere!

Veronica Sgobio

Il vecchio e il nuovo nell’informatica

Il mondo dell’informatica, si sa, è in costante evoluzione. Ogni giorno i nuovi prodotti commercializzati e non hanno sempre più potenza e surclassano le precedenti. Nel giro di pochissimi anni le operazioni svolte dai computer sono aumentate in maniera spropositata, e aumenteranno ancora fino a livelli che non si possono ancora immaginare. Basti pensare che i nostri attuali smartphone hanno la stessa potenza di calcolo di tutti i computer della NASA nel 1969 messi insieme. Recentemente ho preso nota di due notizie tra loro molto contrastanti, che visualizzano in modo molto semplice i passi da gigante compiuti, e vorrei di seguito riportarvele. Da una parte in vecchio: dopo 40 anni di “riposo” nelle scatole di un museo inglese, è stato rimesso in funzione l’Harwell Dekatron, datato 1951. Questo computer ha lavorato per 90 ore alla settimana nell’istituto di ricerca nucleare dell’ Harwell Atomic Energy Research Establishment. Il suo scopo era eseguire calcoli complicatissimi, come ogni computer che si rispetti. È formato da 480 relè e 828 valvole, con una potenza di calcolo che gli permette di svolgere una somma in 2 secondi, una moltiplicazione in 5 e una divisione in 15. Tutta questa potenza in 2 metri di altezza e 6 di larghezza, e con un peso complessivo di 2500 chili. Terminato il suo servizio è rimasto dimenticato per 40 anni smontato on 50 scatoloni, fino a quando un gruppo di esperti lo ha riesumato e riportato in funzione al National Museum of Computing con sede a Bletchley Park. Attualmente è in lizza per il record per il computer funzionante più vecchio al mondo. Pensate che gli ingegneri che lo hanno progettato oggi all’incirca avrebbero 90 anni.


Dall’altra il nuovo: si chiama Cray Titan, ed è il nuovo acquisto del Dipartimento dell’Energia americano. Questo “mostro” che punta a compiere 20 petaflops, cioè 20 milioni di miliardi di operazioni al secondo. Se si pensa che un PC casalingo moderno più potente attualmente in commercio ne effettua “solamente” 53 miliardi (all’incirca) capite che le potenzialità del Titan sono enormi. Verrà utilizzato per effettuare ricerche su sei ambiti principali: caccia ai nuovi materiali, cambiamenti climatici, biocarburanti, fusione nucleare pulita e sicura, l’ottimizzazione del consumo dei carburanti e l’astrofisica. Questo colosso è formato da 18 mila chip Amd e da altrettanti chip grafici Nvidia, con un consumo di 9 megawat (una abitazione consuma all’incirca 12 Kw al giorno) ed un costo di 97 milioni di dollari.

Sono due computer molto differenti tra loro, ma che visualizzano in modo molto netto l’evoluzione compiuta in questi ambiti. Nel 1969 la NASA ha mandato l’uomo sulla luna con la tecnologia dell’epoca, e moltissime scoperte sono state fatte proprio grazie ai passi avanti compiuti dai computer stessi. Ricordiamoci sempre però che dietro alla macchina c’è sempre un uomo, o un team, che permette il suo funzionamento. Per ora.

Andrea Costamagna