Forever Ended Yesterday: un successo che si infrange.

Finalmente dopo 4 anni dalla loro fondazione i Forever Ended Yesterday ci sono riusciti: hanno pubblicato il loro primo EP intitolato Imiarma, da cui è stato estratto il primo singolo Unreal Smile. (clicca qui per vedere il video). I Forever Ended Yesterday sono una band di Mondovì (Torino) che canta brani alternative rock in inglese. Il gruppo nasce con un altro nome nel 2008, composto principalmente da Frankie (voce), Lyn (chitarra), Ale (basso). Solo nel 2011 diventano definitivamente i Forever Ended Yesterday, grazie all’inserimento nella band di Jux (chitarra) e Andy (batteria). Nel 2012 però Andy abbandona la band e i Forever Ended Yesterday cercano un nuovo batterista, trovandolo in Steve. Ora la band è pronta per lavorare seriamente. Dopo alcuni mesi, i FEY sono stati contattati dal chitarrista degli Screaming Eyes, per produrre la loro canzone Follow The Lights: un pezzo metal, uscito il 22 luglio, completamente diverso dal genere di musica che fanno attualmente i FEY. Dopo alcuni concerti nella loro zona, la band firma con l’etichetta indipendente This Is Core, che permette loro di pubblicare nel dicembre 2012 il primo EP Imiarma che contiene sei tracce:

  1. Awful Feeling
  2. Silly Worm
  3. Intoxication
  4. Something More
  5. Unreal Smile
  6. Sleep Tight

In generale lo stile dei FEY assomiglia ai Paramore, con qualche venatura degli Evanescence e Linkin Park.

Abbiamo intervistato i Forever Ended Yesterday per conoscerli meglio e capire la loro musica. A nome di tutto il gruppo ha risposto Lyn:

Com’è nato ImiarmaImiarma è un EP che vi rappresenta a pieno?

Imiarma è nato dalla voglia di 5 ragazzi di fare musica, di far conoscere ciò che hanno da comunicare. Penso che sia un EP che ci rappresenta a pieno: siamo riusciti a far coesistere diversi stili, in relazione alle influenze musicali di ciascuno di noi. Molte canzoni contenute in Imiarma erano nate già tempo prima dell’uscita.”

Scrivete voi testo e musica? 

Sì, testi e musica sono scritti da noi.”

Follow The Lights è stato il vostro primissimo single, un lavoro diverso ma che sentite vostro comunque? Perchè non avete seguito il genere metal?

“Sì, Follow the lights è stato il nostro primo singolo, diffuso solo tramite internet. Con questo pezzo abbiamo voluto sperimentare qualcosa di diverso per dimostrare a noi stessi che il cambiamento può essere positivo, come anche sperimentare nuovi generi.”

 

Siete contenti di Unreal Smile come primo singolo estratto da Imiarma?

“Sì, è un pezzo che personalmente ci piace molto e credo che abbia delle caratteristiche adatte per essere lanciato come primo singolo.”

 

Volete spiegarci il significato del video di Unreal Smile?

“Preferiamo che ognuno dia il proprio significato.”

 

Siete una band emergente. Credete di farvi notare maggiormente con questo EP?

“Sicuramente l’EP, accompagnato dal video ufficiale e da recensioni e interviste, ci sta dando molte possibilità. Sappiamo che in Italia, con il nostro genere, è sempre più difficile farsi notare, ma noi ci proviamo!”

Qual è il vostro obiettivo come band? Per esempio vincere qualche festival? Entrare nel mercato discografico?

“L’obiettivo principale è quello di suonare in giro, far conoscere a più persone possibili la nostra musica, quello che abbiamo da dire. Abbiamo partecipato a diversi festival e ne abbiamo ancora in programma, ma diciamo che l’obiettivo, anche qui, è quello di far conoscere la nostra musica più che di vincere il festival in sè.”

Che cosa volete trasmettere o comunicare con le vostre canzoni?

Con le nostre canzoni vogliamo trasmettere forza, passione, trasgressività, rabbia, e anche malinconia, perchè noi siamo così: arrabbiati e malinconici.

 

Progetti per il futuro? concerti? nuovo album?

“Attualmente stiamo componendo nuove canzoni per un nuovo EP, con sonorità e stile differenti rispetto ad Imiarma. l’EP sarà autoprodotto. Abbiamo inoltre in programma un tour estivo in diverse zone del Piemonte e della Liguria che ci terrà impegnati per l’intero mese di giugno.

Questa intervista è stata fatta prima del 6 ottobre, data in cui i FEY hanno pubblicato questo messaggio sulla loro pagina Facebook: “Salve a tutti, questo è un post che nessuna band vorrebbe mai scrivere sulla propria pagina… Purtroppo, però, siamo spiacenti di comunicare che, a causa di divergenze tra i componenti del gruppo, i Forever Ended Yesterday si sono ufficialmente sciolti alle 3.25 circa di oggi pomeriggio. Un ringraziamento a tutti quelli che ci hanno aiutato è d’obbligo, oltre che un piacere…e un grazie speciale va soprattutto ai nostri genitori, che ci hanno sempre supportato (e sopportato) economicamente e spiritualmente. Grazie di cuore a tutti! Per noi è stata un’esperienza fantastica, che ci ha fatto crescere sia artisticamente che umanamente, e ci siamo divertiti un mondo! Detto questo, un adieu dai Forever Ended Yesterday e un buon proseguimento di vita a tutti. Stay Metal!”

Erica Balduini

Torino Jazz Festival 2013: una festa popolare

E’ iniziata il 26 aprile la seconda edizione del Torino Jazz Festival 2013 e durerà fino al 1° maggio. Il sindaco Fassino ha così presentato il Festival: “Torino ha una storia musicale importante con grandi nomi… e non dimentichiamo che il jazz italiano è nato proprio a Torino”  Il Torino Jazz Festival, per chi non ne è a conoscenza, è un insieme di eventi jazz e una rassegna dei migliori jazzisti al mondo, che si esibiscono nel centro storico, per le strade, piazze, locali e circoli della città, facendo diventare così Torino un jazz club a cielo aperto per sei giorni e sei notti.

Dopo il grande successo dell’anno scorso (oltre 100.000 spettatori), il Jazz Festival, diretto da Stefano Zenni, si ripropone con numerosi concerti soprattutto nelle piazze Castello e Valdo Fusi. Tra gli ospiti più affermati troviamo jazzisti come Riccardo Zegna e giovani promesse come Gabriele Evangelista. Collegate al festival ci sono anche spazi dedicati a mostre, incontri letterari, rassegne cinematografiche. Tutti i 130 eventi sono gratuiti.

E’ il famosissimo trombettista jazz italiano Enrico Rava a dare il via al Torino Jazz Festival: il suo concerto d’apertura è avvenuto in piazza Castello con Orchestra del Teatro Regio. Il giorno seguente, 27 aprile, è stata la volta di CorLeone con Roy Paci nel piazzale Valdo Fusi, mentre in piazza Castello si esibivano Tania Maria Quartet, Cristina Zavalloni & Radar Band. Altre performance fulcro del festival sono i concerti di Abdullah Ibrahim (28 aprile), Gianluca Putrella e la Cosmic Band (oggi 29 aprile), McCoy Tyner in occasione della Giornata Internazionale dell’Unesco per il Jazz (martedì 30 aprile) e Roy Haynes (1 maggio)

Dal 26 a domani 30 aprile sul fiume Po, piazza Vittorio Veneto e dintorni, apre la sezione “Fringe” curata da Furio Di Castri, che offre una panoramica sul jazz contemporaneo: flusso continuo di sperimentazioni sonore in cui converge lo swing, il soul il rock e l’elettronica . La novità del Fringe di quest’anno è il “Fringe in the Box”, a cura di Ugo Basile e Francesco Pistoi, un progetto che mette insieme jazz e musica elettronica.

La kermesse jazzistica terminerà il 1° maggio con una vera e propria maratona musicale della street band dei Funk Off: il gruppo partirà da piazzale Valdo Fusi e, suonando per le strade, raggiungerà verso piazza Castello, dove si esibirà sul palco insieme a Simone Cristicchi. Prima però, dalle 16 a mezzanotte, sul palco saliranno i gruppi fusion Mike Stern & Bill Evans (con un omaggio a Miles Davis), la band rap-jazz IsWhat?!, i ritmi di Pilar, i Roy Haynes e Fountain Of Youth.

Il festival è anche internazionale: nel programma è inserito anche Torino Incontra la Francia, dedicato alla musica d’oltralpe in collaborazione con il Festival del jazz di Nantes, il Conservatorio di Parigi, la Cité de la Musique con una mostra su Django Reinhardt e un’esposizione fotografica dedicata a Guy Le Querrec.

Il Torino Jazz Festival non è dunque solo un evento musicale, ma anche una festa popolare, sociale e culturale: attrae appassionati del genere jazz e persone curiose che disposte a scoprire questo mondo alquanto sconosciuto, attraverso “eventi di strada”.

Per il programma completo e maggiori informazioni clicca qui.

Erica Balduini

The Voice of Italy: stasera la seconda puntata. Ma che cos’è?

Oggi 14 marzo 2013 andrà in onda su Rai 2 la seconda puntata del nuovo reality show musicale The Voice of Italy. A primo impatto può sembrare una copia di X Factor, ma molte sono le differenze. The Voice prevede una selezione “al buio” dei cantanti che si esibiranno accompagnati dal vivo: i quattro giudici Riccardo Cocciante, Piero Pelù, Raffaella Carrà e Noemi sentendo semplicemente la voce, decreteranno se il cantante potrà far parte della loro squadra. Dunque i quattro capitani sono girati di spalle e se appunto il candidato è degno di essere scelto, premeranno un pulsante e si gireranno. Naturalmente se uno dei giudici non ritiene adeguato il cantante, non si volterà fino alla fine dell’esibizione. Attenzione: per passare la selezione basta semplicemente che uno dei capitani si volti, però andrà direttamente nella squadra del capitano che l’ha selezionato, senza avere la possibilità di poter decidere. Infatti, se il cantante verrà scelto da più giudici, sarà lui stesso a decretare a quale squadra prendere parte. E’ dunque un meccanismo diverso da X Factor. Per capire bene ecco un video con la miglior esibizione della prima delle quattro puntate delle Blind Audiction:

Dopo le selezioni si avrà inizio alla gara vera e propria, per un totale di 13 puntate. Il programma è condotto dall’attore Fabio Troiano, accompagnato da Carolina Di Domenico che si occupa della parte “social”: interagisce con i fan sul sito ufficiale www.thevoiceofitaly.rai.it, su Twitter (@thevoice_italy #tvoi) e Facebook (www.facebook.com/thevoiceufficiale).

Le selezioni sono noiose e piuttosto monotone, in quanto è un ripetersi del medesimo meccanismo e su susseguirsi di parole vuote e senza un valore musicale significativo (“Hai un ritmo pazzesco”, “Sei una bomba”, “Lavoreremo bene insieme”). Per dare un giudizio concreto si attende la gara vera e propria. Eppure è stato il programma più twittato della settimana.

Erica Balduini

Vince Marco Mengoni il Festival di Sanremo

E’ Marco Mengoni il vincitore della 63esima edizione del Festival di Sanremo che afferma: «Dedico la vittoria alle persone che mi sostengono, alla mia crew nuova e a Luigi Tenco. E ringrazio la famiglia».Vincitore della quarta edizione di X Factor, terzo posto a Sanremo 2010, Mengoni è stato premiato sia dal televoto sia dalla Giuria di Qualità con il brano L’essenziale, candidato come possibile vincitore già dalla prima puntata. Infatti, prima che Fabio Fazio leggesse il nome del vincitore, il pubblico dell’Ariston gridava “Marco, Marco!”, esplodendo poi in una ovazione. Marco Mengoni commosso ringrazia tutti, dedica dunque il premio a Luigi Tenco (nella serata di Sanremo Story Marco aveva cantato Ciao amore ciao proprio di Tenco) ed esausto esclama: “Ma devo cantare ancora?!” Inoltre Marco è stato scelto come cantante che rappresenterà l’Italia nell’Eurovision Song Contest 2013 a Malmo.

Sul secondo gradino del podio salgono Elio e Le Storie tese, che con La canzone mononota si aggiudicano il premio per il miglior arrangiamento e quello della critica Mia Martini. Terzi invece i Modà, dati per favoriti già prima del festival con la loro Se si potesse non morire, ma purtroppo rimangono a bocca asciutta.

Erica Balduini

Sanremo 2013: vince Antonio Maggio nella categoria “Giovani”

Si è commosso Antonio Maggio, quando è stato eletto vincitore della categoria Giovani. L’ex componente del gruppo Aram Quartet (vincitore della prima edizione di X Factor) ha dominato sul palco di Sanremo con la sua Mi servirebbe sapere. Il pubblico, che lo ha caldamente apprezzato, a fine serata ha cantato con lui il brano orecchiabile, con un ritornello che rimane in testa, con una melodia ripetitiva ma non banale, che racconta di una storia d’amore passata. Il testo e la musica sono di Antonio Maggio: un bravo cantautore. (Voto 7,5). Il premio della critica Mia Martina va invece a Renzo Rubino con Il postino (amami uomo): un pezzo toccante che parla di un amore omosessuale. Premio meritatissimo (Voto 8). I restanti finalisti erano Ilaria Porceddu (anche lei dalla prima edizione di X Factor) con il brano In equilibrio: ballata romantica e commovente con il ritornello in sardo (voto 6,5); i Blastema con la canzone rock Dietro l’intima ragione: ritmo coinvolgente, testo profondo da intuire. (voto 7).

Gli altri concorrenti della sezione giovani erano:

Il Cile con Le parole non servono più, il quale però ha vinto sia il premio Assomusica per la miglior esibizione sia il premio per il miglior testo. Le parole non servono più è una canzone difficile, di certo non chiara al primo ascolto. Musicalmente semplice con archi e chitarra, ma il testo, pur essendo magistrale, non è apprezzabile a primo impatto: forse per questo motivo è stata eliminata subito. (Voto 8).

Andrea Nardinocchi con Storia Impossibile: Canzoni con sonorità elettronica che si affaccia al rap. Banale, scontata con un testo insignificante. (Voto 5)

Irene Ghiotto con Baciami?: Bella melodia ma il testo indescrivibile. Interpretazione indecente, talvolta anche stonata. (Voto 4)

Paolo Simoni con Le parole: brano autobiografico che racconta dello strumento di comunicazione più efficace che ci sia al mondo. Paolo trasmette all’ascoltatore emozioni, facendo apprezzare ampiamente il testo. Manca un nonsochè che faccia dire “bella”. (voto 6)

Erica Balduini

Fazio – Littizzetto: la coppia vincente. La terza serata di Sanremo, ospite per ospite.

Più scorrevole delle due precedenti è la terza serata del Festival di Sanremo. Si apre con un tenero e un po’ comico duetto di Fabio Fazio e di Luciana Littizzetto, sulle note di “Vattene amore“, famosissimo pezzo di Amedeo Minghi e Mietta. (Sotto potete vedere il video)

 

Un'immagine del flashmob sul palco dell'Ariston.

Un’immagine del flashmob sul palco dell’Ariston.

A questo è seguito un brillante monologo della Littizzetto, con cui ha dichiarato tutto il suo amore per gli uomini, nonostante i loro piccoli e quotidiani difetti.
Poi, con altre 200 donne, si è cimentata a ballare sulle note di “Break The Chain” in onore del flash mob “one million rising” svoltosi oggi, in tutto il mondo, come espressione contro il femminicidio.

Il primo ospite a salire sul palco dell’Ariston è un timido ed indimenticabile Roberto Baggio che dedica un’accorata lettera ai giovani d’Italia, tra i quali i suoi tre figli. Invita a seguire una passione, a gioire e a non aver paura della parola sacrificio, che non è altro che un qualcosa di dignitoso.
Emozioni e brividi si fanno poi risentire con le due esibizioni di Antony Hegarty che canta “You are my sister” e della giovanissima Leonora Armellini, che delizia il pubblico suonando l’opera dieci dello studio tre di Chopin.
Altro super ospite è Albano, con alle spalle 14 partecipazioni al Festival, che ripropone vecchi successi, e dimostra, facendo delle flessioni, che è ancora pienamente in forma. Ad accompagnarlo dietro le quinte è l’attrice Laura Chiatti, che ha anche cantato con lui. Durante l’esibizione dei due si è intromessa la Littizzetto che, dopo aver riscritto un testo di Carla Bruni, è ormai inarrestabile e irresistibile.

Speriamo che questo festival continui a sorprenderci, avendo già proposto belle canzoni e un’accoppiata di presentatori consolidata, ma che sa stupire, divertente e trascinante.
Festival della canzone italiana sì, ma condito di un contorno che merita.

Nastassia Aldanese

Spotify in Italia è realtà.

Spotify-in-Italia-in-tempo-per-Sanremo-2013_h_partbSpotify è principalmente un servizio di musica in streaming del web, ma è anche molto di più: è una piattaforma dove poter controllare tutta la propria vita musicale digitale, che non solo permette di cercare ed ascoltare musica gratuitamente, ma anche di creare playlist. Oltre all’applicazione per Mac e PC sono state rese disponibili anche applicazioni specifiche su Android, iOS, Windows Phone, BlackBerry e Symbian. Ciò permette di accedere a questo tipo di servizio in mobilità, permettendo così a chiunque di avere la propria musica sempre a portata di mano, e di non occupare la memoria dello smartphone. Dopo anni di resistenze delle case discografiche, anche nel nostro paese sarà quindi possibile accedere al più imponente servizio di musica in streaming del web. Questo tipo di servizio è stato reso disponibile dall’inizio del festival di Sanremo. Si potranno già dunque ascoltare le canzoni di alcuni degli artisti presenti in gara direttamente con un click. Questo servizio è disponibile soltanto se si ha a disposizione una connessione ad internet ADSL, preferibilmente di tipo FLAT.

Come funziona Spotify? – Per usare Spotify si deve innanzitutto scaricare l’applicativo sul proprio PC o Mac. Il servizio, però, ricordiamolo, è disponibile anche per Android, iOS, Windows Phone BlackBerry e Symbian. A questo punto, una volta installato, sarà possibile creare un account online. Ne esistono di tre tipi:
1) Free: permette di ascoltare musica dal computer in modo completamente gratuito. Le limitazioni su questo tipo di account sono però la possibilità di avere, tra un brano e il successivo, a volte degli spot pubblicitari. Se si va all’estero in un paese in cui il servizio di Spotify non esiste, si puoi comunque utilizzarlo per 14 giorni.
2) Unlimited: costa 4,99 euro al mese. Niente pubblicità, nessun limite di ascolto (neanche all’estero).
3) Premium: costa 9,99 euro al mese. Niente pubblicità, nessun limite di ascolto (neanche all’estero) e possibilità di scaricare in locale i brani che si desidera per ascoltarli offline. È l’unico account utilizzabile per usare il servizio anche su smartphone. L’account premium può essere provato gratis per 30 giorni.

Spotify, oltre a fornire il servizio di streaming, è un vero e proprio strumento di socializzazione musicale. Associando il proprio profilo di Facebook sarà possibile visualizzare tutti i propri amici del social e sarà anche possibile condividere direttamente sul proprio profilo la musica che si sta ascoltando e che si vuole condividere. Inoltre sarà possibile entrare a far parte di una gruppo di tendenza musicale dove si potrà aggiungere brani a proprio piacimento che potranno quindi essere ascoltati anche dagli altri componenti del gruppo stesso.

Se si accede a questo servizio tramite ADSL il problema del consumo dei mega non si pone (a meno che non si abbia un servizio a consumo), ma se si accede in mobilità il consumo è sempre da tenere d’occhio per non sforare dal proprio piano tariffario e incorrere in costi aggiuntivi. Dopo aver effettuato vari test, il consumo di mega in base alla qualità di ascolto è il seguente:
Qualità 96 kbps –> 0.72 MB al minuto.
Qualità 160 kbps –> 1.2 MB al minuto.
Qualità 320 kbps –> 2.4 MB al minuto.

Attenzione quindi a monitorare sempre il proprio traffico dati. Il mio consiglio è quello di ascoltare i brani alla qualità minima o, se si ascolta sempre una sola playlist, di utilizzare il servizio di ascolto offline.
Per i “pirati informatici” che vogliono scaricare in modo gratuito, ma ricordo illegale, i brani presenti nel database di Spotify, il programma che consiglio è SpotyDL.
Insomma che altro dire? Spotify è un mondo tutto da scoprire. Per chi ama la musica e vuole averla sempre a portata di mano senza occupare la memoria del proprio smartphone o PC, Spotify è la migliore soluzione che si possa avere e finalmente è anche in Italia.

Andrea Costamagna