Guardalinee ucciso a calci, arrestati tre ragazzini calciatori.

Ammazzato a calci. E’ quello che è successo a Richard Nieuwenhuizen, 41 anni, dirigente del Buitenboys, che come è normale nelle categorie dilettantistiche giovanili olandesi stava svolgendo il ruolo di guardalinee.

Pare che tre ragazzi del Nieuw Sloten, di 15-16 anni, lo abbiano aggredito con calci e pugni subito dopo la partita. L’uomo, dopo essere crollato, è stato ricoverato in ospedale, dove è morto dopo un giorno. Arrestati tre ragazzi calciatori, ma al momento la polizia non esclude altri arresti.

Non è la prima volta che capita una tragedia simile in Olanda. Un anno fa un tifoso di 77 anni era stato pestato a morte da un calciatore dilettante.

 

Se è vero che i dilettanti si ispirano ai professionisti, gli esempi di violenza in campo (e non stiamo parlando di falli brutti alla Materazzi, ma di veri e propri calci) non sono una novità per diversi calciatori olandesi.

Come dimenticare De Jong?

Vittorio Nigrelli

Rifiuta di sposarsi e viene sgozzata.

Afghanistan, 29 Novembre 2012.
Il corpo senza vita di una ragazzina di 14 anni è stato ritrovato nel distretto di Imam Sahib. La ragazzina era stata sgozzata in mezzo alla strada.
Secondo le prime ricostruzioni, la tragedia sarebbe avvenuta in conseguenza al suo rifiuto di sposare un qualcuno impostole dalla famiglia, sarebbe quindi stata rincorsa e sgozzata, appunto, proprio in mezzo alla strada.
Sono già state arrestate due persone e una delle due pare avesse chiesto in moglie la 14enne, ma fosse stato respinto sia dalla ragazza che dalla sua famiglia.
C’è ancora molto da chiarire, ma non è, purtroppo, un caso isolato nella storia recente. Solo una settimana fa una 20enne è stata decapitata perché si era rifiutata di ascoltare la suocera, che le imponeva di prostituirsi. In Afghanistan, la famiglia ha un potere molto forte sui singoli; costruisce gusti, preferenze, scelte matrimoniali. I casi estremi di queste due giovani ragazze lo confermano, ma sono, appunto, estremi.

Veronica Sgobio

Diffuso il video che mostra l’autobomba di Brievik.

La tv norvegese NRK ha mandato in onda il video che mostra Anders Brievik mentre parcheggia l’autobomba.

Mentre la bomba esplodeva Brievik era già su una seconda macchina diretto ad Utoya, l’isola in cui ha ucciso 69 persone.

Vittorio Nigrelli

Cerca di far passare il singhiozzo a un amico ma lo uccide.

Patrick Edward Myers Singhiozzo

Fort Hood, Texas: un soldato di 27 anni, Patrick Edward Myers, ha ucciso per errore un commilitone che aveva il singhiozzo, mentre cercava di spaventarlo per farglielo passare.  Myers, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe puntato una pistola alla tempia di Lawrence Young, 22 anni. Pensava che fosse scarica, e invece è partito un colpo che ha preso in piena faccia Lawrence, che è morto mentre lo trasportavano in ospedale.

Myers, immediatamente arrestato, ora rischia 40 anni di carcere e 10.000 dollari di multa.

Il giudice di pace Garland Potvin ha stabilito una cauzione da 1 milione di dollari per rimetterlo in libertà provvisoria.

Gli amici stavano bevendo e guardando una partita di football insieme a un terzo commilitone. La polizia tiene a precisare che l’incidente non è avvenuto all’interno della base.

Vittorio Nigrelli

 

Strage di Isère: cadaveri di due bambine in un frigorifero

DIstrazione

18 Novembre 2012 – Due bambine, Charlotte di 5 anni, e la neonata Feyriel, di soli tre mesi, sono state uccise e nascoste in un frigorifero in un appartamento di Vienne, in Isère. 

La nonna delle piccole si era rivolta allarmata alla polizia, poiché non riceveva notizie dalla figlia Coralie da qualche ora.

Nell’appartamento la polizia non ha solo trovato i corpi senza vita delle bambine, ma anche quello della madre Coralie, dietro al divano in una pozza di sangue.

La bambina di 5 anni è stata trovata nel congelatore, mentre il cadavere della sorellina è stato nascosto in un sacchetto dell’immondizia all’interno del frigorifero. La polizia aspetta l’esito delle autopsie per stabilire la causa del decesso delle tue bambine, ma pare che i cadaveri risalgano a qualche giorno fa.

Dalle numerose tracce di sangue e escoriazioni sul corpo della madre, la polizia crede sia morta lottando contro l’assalitore.

Il procuratore di Grenoble ha confermato che si tratta di un dramma familiare e le forze dell’ordine sono alla ricerca del padre delle bambine, indiziato del triplice omicidio.

Il padre, 26 anni, pare sia fuggito dall’Isère ed è stato localizzato prima a Torino e poi a Roma attraverso il suo cellulare. L’uomo era già stato condannato a quattro mesi di prigione con la condizionale a maggio, a causa di un episodio di violenza domestica.

La proprietaria della panettiera sotto l’appartamento e gli abitanti del quartiere hanno riportato di non aver mai visto la donna e le bambine con un uomo.

Virginia Pigato

Ventiquattrenne muore dopo una notte ai Murazzi

24 settembre, Torino.

Lo scorso venerdì sera, un ragazzo ventiquattrenne di La Loggia, Marco Mazzali, è stato trovato morto a casa di un amico. Quest’ultimo, secondo quanto ha riferito alla polizia e al 118, avrebbe invitato Marco a trascorrere la notte a casa sua, dopo averlo incontrato per caso ai Murazzi in evidente stato di alterazione. Preoccupato per le sue condizioni, lo avrebbe accompagnato con la sua macchina fino in via Boccaccio, dove risiede con i genitori.
Al momento del risveglio, il giorno dopo intorno all’ora di pranzo, l’amico e suo padre si sono accorti che Marco era morto e hanno chiamato subito i soccorsi che, una volta arrivati, non hanno potuto far altro che constatare il decesso.
Adesso la polizia sta cercando di ricostruire le ultime ora di vita del ragazzo, per chiarire in modo più dettagliato cosa sia successo e con chi abbia trascorso la nottata.
A un primo esame, il medico legale ha escluso una morte violenta; si attendono i risultati del test tossicologico.
Questa tragedia si colloca proprio nei giorni seguenti a una seduta del Consiglio Comunale, in cui, su iniziativa della Lega Nord, si è di nuovo affrontato il problema della scarsa sicurezza e dell’illegalità nella zona dei Murazzi; sono state avanzate proposte di presidi di controllo delle Forze dell’Ordine a rotazione, coordinate dalla Prefettura di Torino.


Francesca Martorelli

Innocente l’uomo che stuprato ed ucciso una capra


20 Settembre 2012 – Mark Lucas Thompson, 20 anni, è stato dichiarato non colpevole per aver rubato, sodomizzato ed ucciso una capra, poiché non in grado di essere processato a causa della propria stabilità mentale.

Il 19 Maggio 2011, Thompson era stato trovato dal vicino nella camera da letto assieme al cadavere della capra. Il ragazzo indossava biancheria intima da donna ed era in uno stato confusionale.

La capra era di proprietà del vicino, che aveva comprato in regalo alla propria nipotina. Quando il vicino si è accorto della scomparsa dell’animale, ha subito pensato a Thompson, poiché aveva manifestato comportamenti insoliti già in passato.

Thompson ha dichiarato alla polizia di essere stato sotto l’effetto della famosa cocaina sintetica, conosciuta come bath salts (sali da bagno), per tre giorni di seguito.

Durante un’ispezione nella casa di Thompson, la polizia ha trovato dei giornali pornografici vicino al cadavere della capra e il ragazzo è stato ritenuto responsabile dell’uccisione della capra, che pare sia stata sodomizzata e poi pugnalata.

Thompson era stato accusato di crudeltà verso gli animali, ma lunedí il giudice James Stucky ha ritenuto Thompson non colpevole del crimine per motivi di instabilità mentale.

Già nel 2011 la salute mentale del ragazzo era stata oggetto di discussione. Fred Giggenbach, assistente del prosecutore, era certo del fatto che Thompson fosse responsabile dell’uccisione e la sodomia dell’animale, ma era anche convinto che il ragazzo necessitasse di cure mentali e riteneva anche che la prigione non fosse il luogo adatto per la propria situazione mentale.

Dopo essere stato oggetto di violenze e molestie in carcere, Thompson è stato trasferito all’Ospedale di Weston ed il suo stato mentale verrà monitorizzato e analizzato ogni anno.

Thompson non ha parlato durante la sentenza. Si è solo rivolto ai famigliari, in particolare alla madre, a cui  ha detto  “Ti voglio bene, perdonami”.

 

Virginia Pigato