Foto delle proteste di ieri

Per voi una gallery di foto, in parte provenienti da twitter, in parte scattate dal sottoscritto che ieri seguiva la manifestazione.

Vittorio Nigrelli

Forconi a Torino: picchettaro viene investito in corso Re Umberto (foto)

È successo poco fa, all’incrocio tra Corso Re Umberto e Corso Vittorio Emanuele II.

Un centinaio di manifestanti stavano impedendo il passaggio delle autovetture in ogni senso di marcia, costringendo gli autisti a fare marcia indietro e i pullman a stare fermi in attesa.
Mentre ero lì ho colto un dialogo tra una signora in macchina e un manifestante. “Voi non capite che lo stiamo facendo per voi” “io voglio andare a casa” “scenda e venga con noi” “io voglio andare a casa” “lei sta lì al caldo, ha un lavoro, io sono disoccupato, è dalle 5.00 che sono in giro” “io voglio andare a casa!!!”
Sono le 11.30, quando dopo aver fatto qualche foto sto per andare via, succede il peggio. Si sente una macchina accelerare. Un uomo grida “ehi stronzo!”. Un tonfo duro, carne e ossa contro metallo, supera tutti gli altri suoni. Mi giro. Un uomo è a terra, alcune persone lo soccorrono. La macchina, un’utilitaria bianca, è ferma in mezzo all’incrocio.

Arrivava da Corso Vittorio, diretta a Porta Nuova. Una ventina di persone si lanciano contro di essa, battono i pugni con i vetri, tirano fuori l’autista. Grazie a un signore che usa una bandiera tricolore come mantello prevale il buonsenso, e l’uomo non viene pestato, ma “solo” circondato e bloccato. Si aspetta l’ambulanza. Nel frattempo, sempre su Corso Vittorio, ma dall’altro senso di marcia, una Ypsilon nera tenta di forzare il blocco. Un drappello di persone gli si para davanti. La macchina avanza. Urla, la gente comincia a pestare sul finestrino, l’autista si ferma. Un ragazzino scatena l’ilarità aprendo il portellone posteriore dell’auto. “Devi tornare indietro” gridano. L’autista scende, chiude il portellone, a fatica rientra in macchina. Riaprono il portellone. Altre risa. Qualcuno più intelligente lo richiude. In quel momento arriva a sirene spiegate l’ambulanza.

Approfittando della confusione, l’autista della Ypsilon ingrana la retro e poi la prima, dribbla i manifestanti che tentano di bloccarlo e guadagna la via di fuga, corso Re Umberto. Un uomo vestito di verde grida “avete preso la targa di quel pezzo di merda? Perché io uno così lo sparo”.
L’ambulanza carica il ferito, in pochi minuti le macchine possono di nuovo passare. Il governo è ancora lì; invece il 63 può riprendere la sua corsa, per la gioia dei vecchietti che vi sono stoicamente rimasti sopra per quasi un’ora.

Vittorio Nigrelli

Errata corrige: precedentemente avevo scritto che l’auto nera era una Delta, mentre mi è stato fatto notare che è una Ypsilon. Mi scuso con i lettori per l’errore.

Vittorio Nigrelli

La Napoleoni gioca a “taglia, cuci e traduci”. Ecco la storia.

Loretta Napoleoni nei guai con il Fatto. Almeno speriamo. Può infatti il giornale più manettaro e giustizialista d’Italia soprassedere quando uno dei suoi blogger fa taglia e cuci con un articolo americano (in altri paesi si chiama “plagio”), sbagliando pure a tradurre?

Riportiamo il post di Fabio Sabatini, ricercatore presso l’Università della Sapienza di Roma:

“Traduci (frettolosamente) e senza citarlo parti di un pezzo pubblicato su Bloomberg Businessweek segnalato da il Post (http://buswk.co/1bbfFOF), aggiungi due chiose sulla kasta… et voilà, ecco pronto il post di economia domenicale (http://bit.ly/IwhjE6). Essere economisti non è mai stato così facile!
Però sarebbe meglio prestare attenzione alla traduzione, sennò passaggi come “Price controls were lifted, government wages were capped, and the Polish currency, the zloty, was made convertible.” rischiano di riempirsi di refusi: “I calmieri su pressi sono stati aboliti, i salari statali controllati, e lo Zloty, la moneta nazionale, è stato convertito sul mercato dei cambi.”

Che abbia usato Google Translate? Eppure la blogger scrive di aver tenuto conferenze in tutto il mondo (e immaginiamo, ma potremmo sbagliarci, che tali conferenze non fossero in bergamasco), quindi tradurre un pezzo dall’inglese non dovrebbe essere un’impresa così ardua per lei. Oppure l’autrice di “Democrazia Vendesi”, faro di conoscenza dei grillini, ha solo preso ispirazione, e nei punti in cui la visione del vero autore dell’articolo, Stephan Faris, divergeva dalla sua, ha deciso di ritoccare, migliorare, abbellire. Un po’ come facevo io quando, in quarta ginnasio, alle 8 del mattino, “scoprivo” che vi era una versione di compito. Un modo straordinario per imparare a scrivere velocemente, ma non certo per imparare a tradurre il greco.

Aspettiamo di scoprire se il Fatto si rivelerà ipocrita tanto quanto Repubblica, al centro di una vicenda simile qualche tempo fa. Inutile ripetere frasi come “in altri paesi avrebbero già [inserire misura drastica a caso]”. Al Fatto lo sanno, lo scrivevano quasi quotidianamente negli articoli su Berlusconi.

Noi nel frattempo preferiamo ricordarla così

Vittorio Nigrelli

Ps: grazie al Prof. Bisin senza il quale non saremmo venuti a conoscenza del fatto.

AGGIORNAMENTO: sul Fatto hanno aggiunto il link della fonte. Magari gli editori in America fanno così.

Incidente sul palco per Sasha Baron Cohen durante i Britannia Awards 2013. [VIDEO]

19 Novembre 2013.

Durante le premiazioni, si sa, a far parlare, più dei premi assegnati, sono gli avvenimenti strani a essi legati. I Britannia Awards 2013 non hanno fatto eccezione.
L’assegnazione del premio Charlie Chaplin per l’Excellence in Comedy è stato annunciato da Salma Hayek ed è stato assegnato a Sasha Baron Cohen, volto noto dei film comici da Borat a Bruno al Dittatore. L’attore era accompagnato dalla moglie Isla Fisher, altro volto noto del cinema (ricordate “I love shopping”?) e sul palco della premiazione era presente anche una signora di 87 anni che, dopo l’annuncio del vincitore, ha consegnato il premio all’attore, in quanto una delle poche persone ancora vive ad aver recitato con Chaplin.

Ciò che è successo dopo ha dell’incredibile.
Sasha Baron Cohen ha ricevuto il bastone usato da Chaplin nel film “City lights” in cui l’anziana signora è comparsa all’età di 5 anni.
L’attore ha poi improvvisato, per festeggiare la vittoria, un balletto che ricordava molto, nello stile, proprio l’attore comico cui il premio vinto è intitolato.
Un finale di premiazione che lascia tutto il pubblico a bocca aperta.

 

Ecco la seconda parte dell’incidente sul palco dei Britannia Awards 2013.

Ammettetelo a voi stessi.
Sasha Baron Cohen ve l’ha fatta anche questa volta! Non preoccupatevi, però, non siete stati i soli, anche le star presenti alla serata, vedi George Clooney, Ralph Fiennes e Julia Roberts ad esempio, non sapevano nulla dell’orchestrazione magistrale dell’incidente fatale.
I nostri complimenti signor Baron Cohen, una dimostrazione che l’Excellence in Comedy non poteva andare che a lei.

Veronica Sgobio

Scappa dalla polizia, si schianta contro un autobus e muore. Ancora da identificare l’uomo.

Torino, 6 Novembre 2013.

E’ avvenuto stamattina, intorno alle 5.30, in corso Orbassano all’incrocio con strada del portone il grave incidente che ha visto coinvolti un’Alfa Romeo rubata e un pullman della linea 44.
L’uomo alla guida dell’auto viaggiava a forte velocità per seminare la volante della polizia che lo stava inseguendo, la sua corsa si è arrestata quando è avvenuto il forte impatto con il mezzo della GTT.

L’identità dell’uomo non è ancora stata identificata e sono in corso anche le procedure per una ricostruzione più dettagliata e precisa del grave incidente.
I soccorsi del 118, giunti sul posto, non sono serviti a salvare la vita al fuggitivo che era già deceduto quando è stato estratto dalle lamiere dell’auto.
I passeggeri del pullman sono rimasti illesi, mentre l’autista è stato trasportato in ospedale per ricevere alcune cure.

 

Veronica Sgobio

Imprenditore denuncia degli estorsori molto speciali.

Le organizzazioni a cui appartengono i tre criminali non si chiamano Cosa Nostra o Camorra, ma Cgil e Uil. Sì perché A.M., 45 anni,  M.R, 60 anni e P.T., 67 anni sono sindacalisti (aspettiamo comunicati stampa da parte dei sindacati che rendano noti i nomi).

Chiedevano il pizzo a un imprenditore, produttore di etichette e stampati, chiedendogli somme di denaro per evitare che i suoi dipendenti iniziassero scioperi a oltranza. Finora avevano ricevuto 8000 euro. “Guarda un po’, l’imprenditore ha preferito usare i soldi delle mazzette ai tre sindacalisti per pagare invece gli stipendi dei lavoratori. Non avesse pagato nemmeno prima, sarebbe stato decisamente meglio, più etico e persino lungimirante; ma non si può pretendere la santità da chi ha deciso di far soldi con la fatica degli altri…” scrivono senza vergogna su Contropiano, giornale comunista online.

I sindacalisti minacciavano inoltre di interferire sull’accesso alla cassa integrazione da parte della società e hanno tentato in un’occasione di bloccare un’operazione di cessione in fitto di un ramo dell’azienda. .

L’imprenditore, pressato dal momento di crisi, ha denunciato il fatto ai carabinieri che hanno teso una trappola e arrestato i malviventi, cogliendoli in flagranza di reato mentre stavano ricevendo 3000 euro di mazzetta (“spiccioli per miserabili”, commentano su Contropiano).

Vittorio Nigrelli