KEEP CALM AND BUTTA LA PASTA. Guido Barilla e il popolo (isterico) di Twitter.

Ogni tanto parte. Come altre volte, l’isteria di massa su Twitter e Facebook ci regala perle di una stupidità inimmaginabile nell’era 1.0.

A scatenarla stavolta è un’intervista rilasciata alla Zanzara da Guido Barilla

“Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Non per mancanza di rispetto ma perché non la penso come loro, la nostra è una famiglia classica dove la donna ha un ruolo fondamentale”. Lo dice Guido Barilla, presidente del gruppo Barilla, a La Zanzara. “Noi – dice Barilla – “abbiamo un concetto differente rispetto alla famiglia gay. Per noi il concetto di famiglia sacrale rimane un valore fondamentale dell’azienda”.  Ma la pasta la mangiano anche i gay, osservano i conduttori Giuseppe Cruciani e David Parenzo: “Va bene, se a loro piace la nostra pasta e la nostra comunicazione la mangiano, altrimenti mangeranno un’altra pasta. Uno non può piacere sempre a tutti”. “Io rispetto tutti” – aggiunge Barilla – “facciano quello che vogliono senza disturbare gli altri. Sono anche favorevole al matrimonio omosessuale, ma no all’adozione per una famiglia gay. Da padre di più figli credo sia molto complesso tirare su dei bambini in una coppia dello stesso sesso”.

Cerchiamo di ricapitolare:

1) Guido Barilla non farebbe mai uno spot con una famiglia gay, perché crede nella famiglia “tradizionale”.

2) Nessuno è obbligato a mangiare Barilla, se non piace la comunicazione dell’azienda si può sempre scegliere un’altra pasta.

3) Guido Barilla pensa che ognuno possa fare cosa vuole, basta non dare fastidio ad altri.

Questo “irresponsabile messaggio d’odio” (cito Daniela Tomasino, presidente dell’Arcygay di Palermo) è stato accolto dal popolo dei social con un coro di tweet e retweet di rabbia, il tutto condito con un annunciato boicottaggio da parte di migliaia di utenti.

Ora, intendiamoci, il boicottaggio è uno strumento legittimo dei consumatori per far capire all’impresa che la comunicazione o i prodotti non piacciono.

La cosa meno legittima è attaccare con un’ondata di insulti un uomo colpevole di avere espresso la propria opinione, per quanto distante da quella di una fetta non si sa quanto grande di consumatori (e vicina a quella di altri).

Ieri, quando ho visto montare la marea di tweet e dichiarazioni, ho pensato “ehi! Calma! Non è successo niente, ha solo detto quello che pensava, è diverso da quello che pensate voi, ma perché descriverlo come un fascista e un generatore d’odio?”

balilla

La cosa più irritante di tutta la faccenda sono i politici che mettono il becco nella questione pensando di guadagnare qualche consenso, come Vendola e Ferrero, persone a cui la libertà di espressione dà fastidio; quando è esercitata dagli altri. Qualcuno dice persino “chissà Barilla chi sceglierebbe come testimonial tra Giovanardi e Obama”, dimenticandosi che il Presidente degli USA si è ricordato dei diritti dei gay solo quando gli mancava una manciata di voti per battere Romney.

Anche noi di TheTweeter siamo contenti di saltare alla gola di Giovanardi quando esprime le sue opinioni, ma solo perché lo fa in maniera cafona (“un bacio gay è come vedere qualcuno che piscia per strada” per chi non si ricordasse), stavolta però nessuno ha detto niente di male, se non quelli che hanno cominciato a marciare su una pretesa gaffe, come Buitoni e altri concorrenti, improvvisamente diventati paladini dei gay.

Stamattina è arrivata la notizia delle scuse di Guido Barilla. Non erano dovute, ma se questo basta a calmare gli animi ipersensibili di chi digita, va bene così.

Stasera, se avete provato a farvi venire un’ulcera arrabbiandovi per una cosa così stupida, tornate a casa, fate un bel respiro,

Vittorio Nigrelli

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One thought on “KEEP CALM AND BUTTA LA PASTA. Guido Barilla e il popolo (isterico) di Twitter.

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