The Great Gatsby. Un nome, un sogno.

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Il romanzo fa parte del bagaglio culturale di ogni ragazzo americano, è una lettura proposta nei corsi di letteratura in qualsiasi liceo degli USA; è innegabile che Francis Scott Fitzgerald sia riuscito ad inquadrare la realtà storica dei primi del Novecento, l’età del jazz.

Nel nuovo adattamento cinematografico, regia di Baz Luhrmann, sembra che dell’intero libro vengano ricordate solo alcune citazioni, quelle più ad effetto, non necessariamente le più significative.

La trasposizione si è prestata fin troppo bene ad una semplificazione dei concetti, della filosofia, del pensiero; i grandi temi sono stati ridotti ad un cumulo, decorato e impacchettato ad hoc, di luoghi comuni e banalità.

Il cast vede un affascinante e malinconico Di Caprio accanto ad una Carey Mulligan molto bella, ma poco vera, e a Toby Maguire, forse il meno azzeccato. La solitudine dei personaggi, che nel romanzo sprofonda incredibilmente bene dentro al grigiume del tedio rischiarato soltanto dal sole della stagione estiva, qui pare sottolineare unicamente l’aridità delle loro vita.

Gli effetti speciali, probabilmente volti a donare una nuova freschezza all’ambientazione, hanno provocato un certo gelo nel pubblico del festival di Cannes, di cui il film ha segnato l’apertura. Si è ritenuto che fossero eccessivi, in contrasto con l’originale ricerca spirituale ispirata dalle pagine del libro, fuori luogo quando si tratta di musiche hip hop al posto di quella che si sperava essere una meravigliosa colonna sonora “Anni ’20”.

Il film può piacere, perché gli attori sono bravi, perché la trama è dolce e amara, perché ritroviamo un po’ di Gatsby in ognuno di noi. E’ certo comunque che se anche questa volta la manovra commerciale avrà successo e improvvisamente tutti avranno The Great Gatsby sul comodino, allora forse si renderà un po’ più di giustizia ad uno scrittore, che dopo Henry James ha contribuito in maniera decisiva all’affermazione della letteratura americana.

'The Great Gatsby' Photocall - The 66th Annual Cannes Film Festival

Carlotta Prandi

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