Il voto di maturità conterà per i test d’ingresso nelle facoltà a numero chiuso.

Si chiama bonus maturità, un’idea del Ministro Fioroni, il quale lo fissò a 25 punti; la Ministra Gelmini, già beatificata col nome di Ignoranza, lo abbassò a 10 (toglierlo richiedeva capacità sconosciute al Miur dell’epoca).

Funziona così: i test d’ingresso avranno un valore massimo di 100 punti, dei quali 90 ottenibili rispondendo alle domande, e 10 assegnati in base alle paturnie e ai problemi sessuali che un paio di professori potevano avere tre mesi, uno, due, tre anni prima del test.

Le Facoltà interessate da questa buffonata colossale saranno: Medicina e Chirurgia, Odontoiatrica e Protesi Dentaria in lingua italiana; Medicina Veterinaria; Corsi di laurea magistrale a ciclo unico, direttamente finalizzati alla formazione di architetto; Corsi di laurea delle professioni sanitarie.

I punti vengono assegnati come scritto nella tabella:

Devo ammettere di non aver vissuto in prima persona l’esperienza di avere un professore esterno o interno con problemi gravi; ho avuto una commissione meravigliosa, che non ha mai tentato di mettermi in difficoltà oltre il dovuto.

I racconti mitici sui professori esterni però non sono il problema principale.

Il problema è pensare che un’interpretazione errata (o non condivisa dal professore) di un dipinto di Picasso durante un esame che si è tenuto, ripeto, 3 mesi, un anno, due anni, tre anni prima del test, possa incidere sulla carriera universitaria e lavorativa della persona che fra 15 anni forse costruirà la mia casa, o mi prescriverà dei farmaci.

Come può un voto che viene influenzato dal liceo di provenienza, dall’interesse che la commissione prova per la tesina, dalla regione in cui si tiene l’esame (ipocrita e buonista chi lo nega), decidere chi potrà provare a essere un buon medico e chi no?

Il problema è sintetizzato dalla domanda da Daniele Lanni: “Il voto dell’esame di maturità è inattendibile e falsato da mille fattori; come si può pensare che possa incidere sull’accesso all’università?”

L’anno scorso il prorettore vicario dell’Università degli Studi di Milano, Dario Casati, aveva detto, parlando del valore che ha il voto della maturità nella carriera accademica di uno studente: “Non crediamo nel valore del voto dell’esame di maturità; non è detto che chi si diploma in maniera brillante dimostri poi impegno negli studi universitari. E nelle scuole superiori c’è troppa differenza fra una commissione e l’altra nel pesare la preparazione dei ragazzi”.

Vittorio Nigrelli

 

 

 

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3 thoughts on “Il voto di maturità conterà per i test d’ingresso nelle facoltà a numero chiuso.

  1. …sono perfettamente d’accordo…lo dico da vittima – insieme ai miei compagni di liceo – di una commissione di arroganti mal preparati che ha tolto almeno dieci punti ciascuno sulla base delle attese dei nostri docenti…sempre promosso a giugno con medie minime del 7,8 / 8….voto di maturità pari a 40/60 su una attesa di 50-52/60….il nostro compagno migliore sempre promosso con medie fra 9 e 10 (paura!) in lizza per la lode si è portato a casa un 50/60 (miglior punteggio)….lui si è poi laureato in ingegneria elettronica con 110/100 lode….io in architettura con 108/110…

  2. A mio parere il problema non è nel valutare il voto del liceo, cosa che è sensatissima perché chi invece ha studiato sempre al massimo delle sue forze merita di essere valorizzato, ma sta nelle carenze del corpo insegnanti. Le ingiustizie ci sono, mi sembra però esagerato pensare che il voto di maturità di ogni persona lo sia. Poi si segue il proprio percorso, ci sono doti che non si misurano con un voto da uno a dieci, vocazioni che colpiscono all’improvviso e interessi che si coltivano col tempo, ma non si dovrebbe porre l’attenzione su piani più profondi del tema? Io non sono nessuno per parlare, però mi sembra che ci vada una ricerca di cause più che uno sfogo sugli effetti.

    • La questione non se il voto è giusto o ingiusto, la questione e se i voti siano comparabili. I voti di persone che escono da uno dei quattro principali licei classici di Torino non sono paragonabili. E non sto parlando di distinzioni Nord-Sud, ma di licei diversi nella stessa città!

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