Thanks Mrs. Thatcher

Il ritardo con cui ho scritto questo articolo mi ha dato la possibilità di sentire gli elogi, gli insulti e le cretinate piovuti addosso ad lettori, ascoltatori e telespettatori dopo la morte, a 87 anni, di Margaret Hilda Thatcher (1925-2013).

Trasformata dai media italiani di sinistra da figlia del droghiere di Grantham in mostro guerrafondaio e selvaggia libbberista (scritto con tre “b”).

Qua una raccolta di commenti da parte dei leader di tutto il mondo. Alla fine trovate quello di un papabile Presidente della repubblica nostrano.

Cameron: “Con grande tristezza ho appreso della sua scomparsa. E’ stato un grande leader, un grande primo ministro e una grande britannica. Margaret Thatcher ha salvato il nostro Paese. La sua eredità resterà non solo negli anni a venire, ma nei secoli”

Obama (non proprio un liberista): “Il mondo ha perso uno dei grandi campioni della libertà e l’America ha perso una vera amica”.

Nick Clegg (viceministro liberldemocratico del UK): “Da qualsiasi parte politica la si guardi, non si può negare che come primo ministro abbia lasciato un’impronta unica sul Paese che ha servito”.

Boris Johnson (sindaco di Londra, quello che va al lavoro in bicicletta): “Il più grande premier dai tempi di Churchill”.

Ed Miliband: “Il Labour è stato in disaccordo con quello che ha fatto e lei rimarrà per sempre una figura controversa, ma rispettiamo grandemente le sue conquiste politiche e la sua forza”.

Gordon Brown (ex-premier laburista): “Anche chi non è stato d’accordo con lei, non può dubitare della forza delle sue convinzioni e della sua enorme fiducia nel destino della Gran Bretagna nel mondo”.

Bill Clinton: “Come molti altri, rispettavo la convinzione e l’autonomia di cui diede prova durante una vita rimarchevole, rompendo le barriere, sfidando i pregiudizi e guidando il suo paese”

Martin Schulz (un altro stramaledetto libbberista): “Nonostante le nostre diverse idee politiche, la Thatcher è una figura di rilievo storico e all’inizio del suo incarico fu un’europea impegnata, che ha spinto per il mercato unico. Non importa se si è o meno d’accordo con le sue politiche, la Thatcher dimostra che la politica ha la capacità di essere una forza di cambiamento”

Lech Walesa (ex-premier polacco): “E’ stata un grande dirigente politico che ha fatto molte cose e che ha contribuito alla caduta del comunismo in Polonia e nell’Europa dell’est, insieme a Ronald Reagan, a Papa Giovanni Paolo II e al sindacato di Solidarnosc”.

Ban Ki-Moon: “una pioniera nel suo contributo alla pace e alla sicurezza, in particolare all’apice della Guerra Fredda” sottolinea il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, secondo cui la Thatcher è stata anche “un grande modello come prima donna Primo Ministro del Regno Unito”.

David Hopper:  “Cercheremo di organizzare una festa tutti insieme in coincidenza del suo funerale”.

Romano Prodi, il Mortadella, uno dei papabili per la presidenza della Repubblica (urgh!): “E’ stata la madre della crisi odierna”.

Nichi Vendola: “Perso un pessimo pezzo di storia… Non ci mancherà”.

Ricapitolando: l’universo mondo è in lutto, e noi siamo quelli che hanno l’onore di essere rappresentati in parlamento da statisti, che prima di dire “Thatcher” dovrebbero sciacquarsi la bocca, i quali commentano la straordinaria storia della Thatcher non come se fossero tra i leader di una nazione, ma come se fossero dei sindacalisti concentrati esclusivamente sugli interessi degli iscritti al proprio sindacato.

Girovagando su Facebook ho trovato un bellissimo e politicamente scorretto commento su questa anomalia, scritta da uno studente fiorentino, Alessandro Bessi, che ringrazio per avermi permesso di pubblicarlo:

Per fortuna non abbiamo avuto una Thatcher in Italia! Avremmo rischiato di non consegnare alla Storia grandi statisti come Craxi, Dini, D’Alema, Prodi e Berlusconi! Per fortuna non abbiamo avuto una donna capace di emergere grazie alla propria determinazione! Avremmo rischiato di non assistere alla magnifica invenzione delle quote rosa (che importanza hanno le competenze? L’importante è che una buona percentuale di individui in Parlamento sia dotato di vagina… forse l’hanno scambiata per l’Arca di Noè!).

Per fortuna non abbiamo avuto una donna in grado di portare avanti le sue idee con fermezza e decisione. Immaginate cosa sarebbe stata l’Italia senza i passi di danza di Casini e Vendola, sempre più attenti allo zero virgola dei sondaggi e alla rassegna stampa del giorno successivo. Eh sì… Ci è andata proprio bene…

Pensate come sarebbe stato brutto avere un politico che si batte (seriamente, non solo nei talk show) per la meritocrazia!

Pensate come sarebbe stato brutto vivere in un Paese dove si ha la piena libertà di avere successo e di FALLIRE (questa brutta parola, come se i fallimenti non fossero i gradini per il successo).

No, no, ma che scherzate? Meglio vivere in uno Stato dove tutti i politici predicano un’uguaglianza contro natura, dove prima o poi saremo tutti ugualmente poveri (forse sperano nel “mal comune mezzo gaudio”), dove le nostre tasse servono a pagare le spese mediche per quei decerebrati che si accoltellano per il derby di Roma, dove… potrei continuare, ma mi fermo qui ché è meglio.

Nota finale: i commenti più imbarazzanti, tra errori di ortografia, balle storiche e cretinate economiche degne di una celebre economista nostrana con il nome simile a quello di un condottiero, penso che siano stati quelli dei lettori del Fatto, che hanno inondato le pagine del sito di Marco Travaglio con manifestazioni di giubilo per “la morte di una schifosa libbberista”.

Meryl Streep in “The Iron Lady”

Osservando l’incapacità di provare compassione per la morte di un avversario, rilevando l’imbecillità politica del gruppo politico che ha raccolto fortunosamente la maggior parte dei parlamentari, scoprendo che qualcuno pensa seriamente che il Mortadella possa diventare Presidente della Repubblica, mi viene in mente l’hashtag spesso utilizzato da alcuni miei amici: #ildefaultcelomeritiamo; un Paese che manda Vendola in parlamento e Prodi al Quirinale il default se lo merita tutto. Ci si vede in coda ai confini.  

Vittorio Nigrelli

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One thought on “Thanks Mrs. Thatcher

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