Sanremo 2013: I voti della seconda serata

Un boom di ascolti anche per la seconda serata di Sanremo, che presenta gli altri 7 Big in gara. Primi ad entrare sul palco dell’Ariston sono i Modà, che aprono dunque la seconda parte della gara. Con l’ascolto delle restanti canzoni si può avere quindi un panorama completo sulla qualità dei pezzi in gara: medioche, sul 7. Il tema comune è l’ironia, il sarcasmo e la critica. Non più l’amore. Lo stile sanremese sta forse cambiando?

Qui di seguito troverete le due canzoni presentate dai 7 restanti Campioni (in ordine di apparizione – il titolo in grassetto è la canzone che passa il turno).

1) Modà

Se si potesse non morire: Il ritornello sembra quasi un lamento. L’inizio è particolare, poichè sembra un proseguimento di un discorso. Il testo convince, anche se un po’ banale – Voto 6

Come l’acqua dentro il mare: Canzone drammatica e sentimentale con una melodia più immediata della prima. Scontata e banale in stile sanremese. Voto 6,5

2) Simone Cristicchi

Mi manchi: Una filastrocca d’amore con un ritornello straziante. Interpretazione scarsa, a causa della tensione probabilmente: voce tremolante e tesa, talvolta stonata. Non sa di Cristicchi. Bello l’accompagnamento della fisarmonica. Voto: 4,5

La prima volta (che sono morto): Parla ironicamente della morte nel solito stile di Cristicchi. Ritornello gioioso che rimane in testa. Ritroviamo anche qui quella fisarmonica da serata primaverile a Parigi. Voto: 7

3) Malika Ayane

Niente: già dalle prime note è chiaro che qui c’è la mano del cantante dei Negramaro. Pezzo che ha delle sonorità medievali, con una melodia soave che mostra tutte le potenzialità vocali di Ayane. Interpretazione ottima. Voto: 8

E se poi: Sempre scritta sempre da Giuliano Sangiorgi ma più nelle corde di Malika. Pezzo più leggero, immediato, più radiofonico. Voto: 7,5

4) Almamegretta

Mamma non lo sa: Interessante questo ritmo reggea misto al rap, peccato per il testo poco comprensibile. Voto: 5.

Onda che vai: Si sente la firma degli Zampaglione, ma l’interpretazione non gli rende giustizia. Testo sempre incomprensibile. Voto: 5.

5) Max Gazzè

I tuoi maledettissimi impegni: pezzo pop con sonorità elettroniche: innovative e inaspettate. Testo chiaro e sarcastico. Voto: 8,5

Sotto casa: Una marcia dai sapori gitani con un po’ di elettronica. Brano ironico e divertente, originale e orecchiabile. Ben riuscita. Voto: 8.

6) Annalisa

Scintille: il ritmo swing non le si addice proprio. Ottima l’interpretazione, ma è un pezzo che non le rende giustizia. Gli autori forse si sono dimenticati che non è più una concorrente di Amici:ci vuole un brano che le calzi a pennello, come il secondo presentato. Peccato che sia passato questo primo. Voto: 4,5

Non so ballare: ballata romantica tipicamente sanremese, ma che è nelle corde di Annalisa, che la interpreta magnificamente. Si poteva fare di più, ma raggiunge la sufficienza. Voto 6.

7) Elio e le Storie Tese

Dannati for ever: vestiti da chirichetti con una testa abnorme, Elio e le storie tese colpiscono con questa canzone decisamente insolita, sia per il testo (una dannazione per tutti per una sfilza di peccati) sia per la musica (inusuale, scoppiettante) Voto 9.

La canzone mononota: Ottima. Non c’è aggettivo migliore per definire questa straordinaria canzone. Una Metacanzone originale molto tecnica, basata interamente su una nota con cambi di ritmi e di ottave. Interpretazione ineguagliabile. La canzone migliore del festival. Voto 10.

Erica Balduini

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