Il vecchio e il nuovo nell’informatica

Il mondo dell’informatica, si sa, è in costante evoluzione. Ogni giorno i nuovi prodotti commercializzati e non hanno sempre più potenza e surclassano le precedenti. Nel giro di pochissimi anni le operazioni svolte dai computer sono aumentate in maniera spropositata, e aumenteranno ancora fino a livelli che non si possono ancora immaginare. Basti pensare che i nostri attuali smartphone hanno la stessa potenza di calcolo di tutti i computer della NASA nel 1969 messi insieme. Recentemente ho preso nota di due notizie tra loro molto contrastanti, che visualizzano in modo molto semplice i passi da gigante compiuti, e vorrei di seguito riportarvele. Da una parte in vecchio: dopo 40 anni di “riposo” nelle scatole di un museo inglese, è stato rimesso in funzione l’Harwell Dekatron, datato 1951. Questo computer ha lavorato per 90 ore alla settimana nell’istituto di ricerca nucleare dell’ Harwell Atomic Energy Research Establishment. Il suo scopo era eseguire calcoli complicatissimi, come ogni computer che si rispetti. È formato da 480 relè e 828 valvole, con una potenza di calcolo che gli permette di svolgere una somma in 2 secondi, una moltiplicazione in 5 e una divisione in 15. Tutta questa potenza in 2 metri di altezza e 6 di larghezza, e con un peso complessivo di 2500 chili. Terminato il suo servizio è rimasto dimenticato per 40 anni smontato on 50 scatoloni, fino a quando un gruppo di esperti lo ha riesumato e riportato in funzione al National Museum of Computing con sede a Bletchley Park. Attualmente è in lizza per il record per il computer funzionante più vecchio al mondo. Pensate che gli ingegneri che lo hanno progettato oggi all’incirca avrebbero 90 anni.


Dall’altra il nuovo: si chiama Cray Titan, ed è il nuovo acquisto del Dipartimento dell’Energia americano. Questo “mostro” che punta a compiere 20 petaflops, cioè 20 milioni di miliardi di operazioni al secondo. Se si pensa che un PC casalingo moderno più potente attualmente in commercio ne effettua “solamente” 53 miliardi (all’incirca) capite che le potenzialità del Titan sono enormi. Verrà utilizzato per effettuare ricerche su sei ambiti principali: caccia ai nuovi materiali, cambiamenti climatici, biocarburanti, fusione nucleare pulita e sicura, l’ottimizzazione del consumo dei carburanti e l’astrofisica. Questo colosso è formato da 18 mila chip Amd e da altrettanti chip grafici Nvidia, con un consumo di 9 megawat (una abitazione consuma all’incirca 12 Kw al giorno) ed un costo di 97 milioni di dollari.

Sono due computer molto differenti tra loro, ma che visualizzano in modo molto netto l’evoluzione compiuta in questi ambiti. Nel 1969 la NASA ha mandato l’uomo sulla luna con la tecnologia dell’epoca, e moltissime scoperte sono state fatte proprio grazie ai passi avanti compiuti dai computer stessi. Ricordiamoci sempre però che dietro alla macchina c’è sempre un uomo, o un team, che permette il suo funzionamento. Per ora.

Andrea Costamagna

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