Il mio nome é Bond, James Bond

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50 anni e 23 film, e la creazione di Ian Fleming, un personaggio che al suo esordio si rivelò un sorprendente e insperato sostegno per una nazione alla ricerca della propria identità e di stabilità dopo la Guerra, è ancora oggi un’icona inimitabile del grande schermo.

Sean Connery, Roger Moore, George Lazeby, Timothy Dalton, Pierce Brosnam e Daniel Craig sono stati finora i volti dell’inguaribile playboy dall’affascinante nome “Bond, James Bond”; agente segreto, spia, infiltrato, protagonista di avventure incredibili la cui trama si compone di inseguimenti, sparatorie, esplosioni, scenari esotici ed invitanti, colonne sonore divenute celebri, dialoghi brillanti, sottili, sarcastici e naturalmente, elemento immancabile al fianco dell’agente 007, di donne dalla bellezza mozzafiato.

FlemingFleming fu un ufficiale della Royal Navy durante la seconda Guerra Mondiale, ma prese parte allo sforzo bellico anche nei panni di giornalista e poi di scrittore. Nel dopoguerra acquistò una splendida tenuta in Giamaica, Goldeneye, e fu proprio questo luogo a diventare la culla dei suoi 11 romanzi e delle 3 raccolte di racconti.

Non sorprende il pensiero che esista un nesso tra l’autore di un libro e il protagonista della vicenda, tanto meno in questo caso, quando con ogni probabilità Bond venne creato sulla falsa riga del suo ideatore. Ciò che al contrario ancora riesce a sorprendere è la forza che un personaggio immaginario può arrivare ad esercitare sullo scrittore in carne ed ossa. Divenuto una celebrità, infatti, Fleming si vide scaraventato in un mondo che non era il suo e a cui non era abituato, e sempre di più iniziò ad assomigliare, ad accostarsi a quel James raffinato e arrogante che lo aveva reso famoso. Cominciò a fumare sigarette che, come l’agente segreto, si faceva confezionare a Londra, con una miscela personalizzata di tabacco molto aromatico, e a bere alcolici. Il Vesper, il drink che 007 ordina puntualmente con il nome di Vodka Martini “agitato, non mescolato”, fu inventato dallo scrittore proprio nel suo primo libro intitolato Casinò Royale, pubblicato nel 1952. Il romanzo non destò grande interesse fino a quando, nel 1962, uscì il primo film ufficiale della saga di James Bond, “Agente 007 – Licenza di uccidere” con Sean Connery.

Sebbene Fleming sia morto nel 1964 e anche se già negli anni ’80 i produttori avevano sfruttato quasi interamente il materiale letterario del romanziere inglese, ancora oggi, a cinquant’anni dalla sua nascita, l’agente segreto Bond trascina nelle sale grandi e piccoli e mantiene più  viva che mai la nostra curiosità.

Dopotutto un uomo in grado di uccidere, di sedurre e di amare non passa mai di moda.

Carlotta Prandi

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