L’ombra della criminalità su Fare dissolta dalla coerenza di Oscar Giannino

Ieri, sulle colonne del Fatto Quotidiano, i giornalisti Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizzo hanno scritto che Fare per Fermare il Declino avrebbe candidato un condannato per diversi reati mafiosi nelle liste siciliane.

Ecco la risposta di Oscar Giannino, elogiata da molti aderenti al movimento che hanno espresso apprezzamento per la presa di posizione del candidato premier:

Caro direttore, lettore e colleghi del Fatto,

 desidero ringraziarvi per l’articolo scritto ieri Da Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizzo, in materia di candidature siciliane. Ieri mi avete fatto passare una brutta mattinata, perché in materia di legalità e lotta alla mafia la vigilanza da esercitare verso politica, imprese e pubblica amministrazione non è mai abbastanza. A questo serve la stampa libera, oltre che la magistratura, e ve ne sono grato.
I fatti. In Sicilia come altrove ma più che altrove, i coordinatori di Fare per fermareildeclino hanno seguito criteri energici per sottoporre le candidature a un vaglio preciso, sia contro i trascorsi politici sia soprattutto verso eventuali precedenti penali. A Palermo, avevamo candidato numero tre alla Camera Giosafat Di Trapani, presidente della piccola impresa di Confindustria. Nel vaglio della sua candidatura, ci eravamo imbattuti in numerosi precedenti penali ascritti però a un suo quasi omonimo, Josafat e non Giosafat, e avevamo chiarito l’equivoco accettando volentieri di candidarlo. Perché Giosafat è da anni impegnato in prima fila nella battaglia contro  la mafia, all’interno e in collaborazione di associazioni come Libero Futuro e Addio Pizzo, che sono pronte a testimoniarlo. I nostri coordinatori hanno raccolto evidenza inoppugnabile delle tante iniziative antimafia di Giosafat, delle sue costituzioni come parte civile in procedimenti contro l’estorsione mafiosa, e contro le infiltrazioni nei cantieri a Carini e Brancaccio. Per noi era una bandiera, perché sono e siamo convinti sostenitori della svolta antimafia intrapresa dagli imprenditori siciliani con Ivan Lo Bello e Antonello Montante.
Ma ieri abbiamo appreso dalle vostre colonne ciò che nel suo casellario giudiziario non risultava. Cioè la condanna in primo grado per favoreggiamento semplice verso Ciancimino, nel 1992. Condanna poi esitata, nel 1994 in Appello, in proscioglimento per prescrizione.  I fatti risalgono al 1984, Giosafat aveva vent’anni, usò due libretti al portatore per 25 milioni di di lire per sostenere l’azienda di suo padre, allorché Banca di Roma aveva chiesto il rientro dei fidi. Da allora, e son passati trent’anni, Giosafat nella sua vita di imprenditore è andato per la via dritta dell’impegno antimafia.
Ma c’è un ma. Noi di quella condanna poi prescritta lo abbiamo appreso da voi, non da lui. E questo non può andarci bene. Perciò vi ringrazio di quanto avete scritto. Ho comunicato a Giosafat che per me l’impegno nella battaglia antimafia e antipizzo passa per una piena trasparenza della politica. Continueremo a combatterla  anche con la sua compartecipazione, con il pieno coinvolgimento degli imprenditori sani. Ma Giosafat ora non può più essere nostro candidato, e non lo sarà.
Grazie ancora,
Oscar Giannino   
Io mi chiedo se esista in Italia un altro leader di partito abbastanza umile e coerente da contattare una testata che parla dei problemi giudiziari di uno dei propri candidati, ringraziarla e annunciare che la candidatura non ci sarà.
Giannino non accetta comportamenti simili al terzo posto in lista. Ci sono intere coalizioni che si fanno guidare da prescritti e condannati, o che  candidamente candidano prescritti e condannati. Giannino no, è diverso; e lo ha dimostrato.
Come ha scritto un aderente piemontese del movimento in post:
“Avere in lista i Dell’Utri, i Cosentino, i Verdini, i Crisafulli (PD) ha un prezzo. Per tutto il resto c’è (Fare per) Fermare il Declino”.
Vittorio Nigrelli
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28 thoughts on “L’ombra della criminalità su Fare dissolta dalla coerenza di Oscar Giannino

  1. Ma cosa volete e’ l’Italia ragazzi, chi fa cose normali e ovvie (Oscar) e’ strano e fuori posto, chi candida inquisiti o cognati e’ l’eminenza grigia e indispensabile della nostra politica.
    Confido in uno cento mille Oscar……per poter continuare a credere e investire in questa povera grande Italia…….auguri……
    Sergio

  2. Pingback: L’ombra della criminalità su Fare dissolta dalla coerenza di Oscar Giannino | TheTweeter « Stefano Borean – Candidato al Senato della Repubblica

  3. posso? premesso che da mo ho deciso a chi darò il mio voto;-), premesso che considero come tanti che la coerenza di Oscar Giannino è encomiabile, premesso tutto questo non vi pare che in Italia un poco di caccia alle streghe sia in atto? vero eh che il canditato di cui sopra ha avuto guia con la giustizia, vero è che invece che dal Fatto la notizia avrebbe dovuto arrivare al Movimento tramite lui, ma se è anche vero che Giosafat ha profuso e contuna a farlo, un impegno contro la mafia in prima persona e senza tregua, considerarlo al pari di tanti altri soggetti di cui l’attuale parlamento è pieno (e probabilmente anche il prossimo (sic)) mi pare esagerato. Poi è ovvio che di fronte al discorso “trasparenza” il risultato non poteva essere che questo, ma un errore commesso in gioventù e tanto di buono fatto negli anni a seguire dovrebbero avere un peso diverso sul paitto della bilancia.
    Grazie dell’attenz<ione e scusate il disturbo.

  4. Ciao sono Vasco da Prato, mi è molto piaciuta la posizione presa da Giannino sul caso Sicilia e bene ha fatto di informare e ringraziare sia la Testata del giornale che i giornalisti, dicendo che quel tizio non sarà più candidato mentre altri partiti nei primi posti ne hanno e lo sanno.
    Con la nuova legge del CODICE DELLA STRADA non si può prendere la patente se hai la fedina macchiata, per essere candidati la fedina non serve.

  5. Comprendo che siamo in un momento storico in cui, per vari motivi, è richiesta un’intransigenza a dir poco ortodossa ma mi auguro che si tratti di una fase transitoria, prima di poter tornare al buon senso. Non è certo virtuoso un sistema che condanna senza pietà una persona, magari bravissima, solo perché ha commesso qualche sciocchezza in gioventù.
    Da un lato si pubblicizza l’apertura e la tolleranza, dall’altro si etichettano le persone con la stessa ragionevolezza dell’inquisizione nel medioevo. Penso che alla lunga si otterrà solo una classe dirigente di incompetenti, d’altronde solo chi non si è mai esposto in qualcosa non ha mai rischiato di sbagliare.

    • Sono d’accordo con te, ma in un momento nel quale una coalizione si fa guidare da un condannato e gli altri li accettano senza battere ciglio per segnare una differenza bisogna essere spietati. Anche se non trovo giusto massacrare una persona che ha lottato contro la mafia per vent’anni solo per un errore che aveva compiuto quando aveva la mia età, comprendi anche tu che il momento è delicato.

  6. scusa, ma sono tontolo e non ho capito cosa volevi dire. Io in realtà mi riferivo all’amico Roberto, che faceva una distinzione tra giudizio politico e morale. Secondo me non ci dovrebbe essere alcuna differenza, poi però sono assolutamente d’accordo con Luca, infatti il senso del mio primo intervento voleva soltanto sottolineare che in virtù di una situazione che si è andata a cerare nel corso degli anni nel nostro paese, anche chi può dare un’aiuto concreto, per il fatto di essere stato per qualsivoglia motivo oggetto di attenzione da parte della Giustizia, pur avendo nel tempo dimostrato altri valori non lo può fare. Insomma, non ci si sta riferendo certo a persona appartenente alla categoria dei cosiddetti “pentiti”.
    Però d’accordo con Giannino… altro non poteva fare.

  7. Anche troppo Oscar, si corre il rischio di chiedere una illibatezza che appartiene ai Santi. Ma oggi si deve essere cristallini, trasparenti come il diamante, è se vi è una impurità non la si deve trovare ma va addirittura auto denunciata … è questione di fiducia, Ok. Però attenzione a dove ci si spinge. Domani che faremo, chiederemo a tutti se ci sono amanti…? Già, tacere qualcosa alla propria moglie non è bello, avere un’amante significa tradire la propria moglie … giusto … ma se quell'”amante” prende le forme di un rapporto affettivo serio che si sovrappone e scavalca quello matrimoniale che facciamo, impediamo le candidature a coloro che hanno rapporti affettivi in fieri e gli imponiamo una decisione hic et nunc, o la moglie o l’amante (o meglio la separazione). Forse sarebbe addirittura preferibile che la candidatura venisse preclusa ai separati se la causa della separazione è il “tradimento”, anche se la passata amante è divenuta la moglie di oggi. Fino a che punto si deve essere trasparenti, fino a che punto si deve essere nudi. Quali sono le fondamenta su cui deve poggiare la reciproca fiducia degli appartenenti al movimento. Perché la fiducia è il vero motore di questo movimento. L’omissione di Giosafat è tale da cancellare il suo vissuto successivo … va bene. Speriamo, però, di riuscire noi stessi a conservare la purezza che chiediamo agli altri. Mi torna in mente il titolo di un Film “Dio perdona io no”.

  8. So di non fare testo perche’ sono un talebano delle regole.
    Se la regola per essere candidati e’ quella di avere la fedina penale pulita, uno deve avere la fedina penale pulita.
    Giosafat merita il rispetto per tutto quello che ha fatto da adulto. Come lui tanti.
    A differenza di lui qualcuno anche senza mai sbagliare nulla.
    E’ una colpa questa.
    Dobbiamo per forza pensare che senza Giosafat il nostro popolo non saprebbe esprimere candidati eccellenti?
    Forza Giosafat, potrai sempre contare sugli amici di fare per portare avanti il tuo impegno sociale (soprattutto in modo anonimo).
    Bravo Oscar. Le deroghe alle deroghe grandi e piccole ci hanno portato a questo punto.

  9. Non confondete. Giannino non ha deciso così per una cosa avvenuta vent’anni prima, ma per una cosa avvenuta recentissimamente, cioè che questo Giosafat ha TACIUTO ciò che sapeva essere avvenuto vent’anni prima.
    E ha fatto bene.
    Bravo Giannino!!!!

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