“Choosy e un po’ viziatelli” sono i giovani italiani. (VIDEO)

29 Novembre 2012.
Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero torna a parlare dei giovani italiani e della loro ricerca di lavoro. Qualche settimana fa, quei precari o disoccupati tra i più giovani erano stati definiti “troppo choosy“, un prestito dall’inglese per dire quanto i ragazzi italiani siano alla ricerca di un posto di lavoro ideale, piuttosto che di un posto di lavoro e basta.
Choosy, la parola sulla bocca di tutti per giorni e giorni, ha fatto infuriare le schiere dei più giovani che, in realtà, si stanno ancora chiedendo quale posto abbiano rifiutato dal momento che non hanno proprio ricevuto proposte o risposte ai curricula inviati.

In occasione della presentazione del libro di Antonio PolitoContro i papà. Come noi abbiamo rovinato i nostri figli“, il ministro del lavoro si è espressa nuovamente (one more time, per dirla con l’amato inglese) a proposito dei giovani, appunto. Non solo sono choosy, un po’ troppo esigenti fino ad arrivare all’essere schizzinosi, ma sono anche “viziatelli“, colpa dei genitori italiani, dice la Fornero.
Il libro di Polito parla di questi figli definiti “figli di papà“, ragazzi che si aspettano “la via dorata, ma prendono solo spizzichi e bocconi“. I giovani choosy e viziatelli sono anche questi figli di papà, dice il ministro. Ovviamente non bisogna generalizzare, aggiunge, ma ormai il danno è fatto. (Sotto il video della Fornero che parla dei giovani un po’ choosy).

Sotto una raccolta delle numerose gaffes della Fornero.

I giovani fanno parte della generazione spezzata, cui hanno tolto la speranza di un futuro dignitoso, ragazzi cui manca la sicurezza di un posto di lavoro. Choosy o no, ministro, prima di poter rifiutare un lavoro si dovrebbe poterlo trovare, non crede?
Viziatelli questi figli di papà che pretendono, una volta entrati in un’azienda, di diventare subito manager. Forse, prima ancora di tutto, i giovani vorrebbero riuscire ad entrare in un’ azienda, io credo.
Ministro, forse, per poter dire parole di consolazione ai giovani che si ritrovano davanti a un mercato del lavoro di cui rimangono “pezzi e bocconi” (e molti vorrebbero sapere dove si trovano anche solo questi), dovrebbe pensare a come NON prendersi gioco di quei giovani che non vogliono essere choosy, ma vorrebbero lavorare, che non sono viziatelli, ma si ritrovano a farsi mantenere dalle rispettive famiglie.
Forse, teniamo buono il forse, non sarebbe bene cominciare proprio dal mercato del lavoro, piuttosto che continuare ad accanirsi su chi, in quell’ambito vorrebbe entrare, ma ancora non ci sta riuscendo?
Nel frattempo la lista di attributi assegnati ai giovani italiani dalla Fornero cresce ogni giorno di più: choosy viziatelli. Quale sarà il prossimo aggettivo?

Veronica Sgobio

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