Lettera aperta a Oscar Giannino

Gentile Oscar Giannino,

le scrivo in qualità di studente universitario, di aderente al manifesto Fermare il Declino e di cittadino. Vorrei, prima di cominciare, raccontarle una storia, che mi pare molto evocativa in questi giorni di dubbi. Spero che la troverà illuminante e non noiosa.

Nuovo Mondo. Il 18 febbraio 1519, Hernan Cortés partì da Cuba alla volta del Messico con 11 navi, 100 marinai e 508 soldati. Appena sbarcato, si rese che conto che le tensioni interne, le controversie e i ripensamenti, avrebbero portato lui e l’equipaggio alla rovina. Capì che non avrebbe avuto un’altra occasione per rifarsi, e che tutto dipendeva da quello che avrebbe deciso in quelle poche ore. Non era questo quello che pensava di fare, all’inizio sembrava tutto più sicuro, e invece era lì in quel momento, con un manipolo di uomini di fronte a un’impresa troppo grande. Poteva scappare, poteva lasciare che l’onta gravasse su di lui e sui suoi uomini per il resto della loro esistenza, ma non fu questo quello che fece.

Diede l’ordine di bruciare le navi: si assicurò che i soldati non potessero pensare a una via di fuga, ma combattessero come diavoli in ogni occasione.

Il successo della sua impresa, del tutto incredibile se si considera che contro lui e i suoi uomini vi erano milioni di abitanti dell’impero azteco, fu reso possibile da una serie di circostanze favorevoli: il sistema di dominio degli aztechi sulle popolazioni sottomesse si basava sul terrore, cannibalismo e torture. Cosa che provocò una naturale aggregazione di buona parte delle popolazioni sottomesse intorno agli spagnoli che evidentemente non erano cannibali, sebbene Montezuma, divino sovrano, cercasse di tentarli, mandando loro in dono fanciulli bene in carne. La forza combattiva degli spagnoli era enorme, perché sapevano che la fuga era loro preclusa; essi combattevano senza mezze misure, senza fare mai prigionieri a differenza degli avversari, che per prima cosa tentavano di stordirli per poi catturarli.

In questo modo Cortés compì un’impresa che è simbolo di cosa possono fare gli uomini in condizioni disperate, grazie a un capo carismatico e un buon piano.

I riferimenti non credo possano essere più precisi, ma mi spiego meglio.

Lei ha dalla sua parte più di 30.000 persone pronte combattere orde di statalisti, corrotti o semplici idioti. Ha un piano, che mi pare Lei ritenga abbastanza buono. Ed è un uomo carismatico.

In questi mesi il nostro ottimo coordinatore ha dovuto metterci davanti a un gatto che si morde la coda: Oscar aspetta che ci siano abbastanza aderenti per fare un passo, ma chi vuole entrare aspetta che Oscar faccia un passo prima di aderire.

L’unica cosa che deve fare, per costringere i “suoi” ad andare avanti come dei diavoli, per portarli a raggiungere risultati che Mannheimer non può neanche immaginare, è bruciare le navi.

Il risultato sarà quello di raddoppiare, quadruplicare, che dico, decuplicare (!) le forze di chi divulga le sue idee.

 

Signor Oscar Giannino si candidi!

Si candidi perché guardando i partiti che rischiano di vincere le prossime elezioni la sensazione principale è quella di sconforto; si candidi, perché nessuno sa quante legislature possano esserci prima del default; si candidi, perché siamo pronti, e parlo senza paura di non dare fastidio a nessuno degli aderenti, a portarla in alto, oltre ogni stupido sondaggio fatto su un campione di 400 persone.

In fede,

Vittorio Nigrelli

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12 thoughts on “Lettera aperta a Oscar Giannino

  1. …carissimo Vittorio,
    insieme ad altre persone ben più “anziane” di voi, manipolo di giovani studenti in attesa di laurea o freschi del prestigioso titolo accademico, sono ammirato e felice di quanto state facendo per Fermare il Declino.
    Quando mi sono iscritto al movimento e quando mi sono reso disponibile a collaborare attivamente non sapevo e nemmeno immaginavo che ci fossero tanti giovani come te, preparati e determinati, che si volevano impegnare verso un obiettivo così difficile e complesso come quello di tentare di riformare uno Stato ormai allo sbando e governato da statalisti, corrotti e tanti, tantissimi, idioti.
    Per questo mi sono preso coraggio e ho deciso di continuare: ho conosciuto tanti giovani (non che io sia vecchietto ma comunque ci separano 20 anni di vita che non sono poca cosa…) capaci e determinati con cui condivido ideali e pensieri.
    Non vorrei che tutto questo andasse sprecato proprio per l’indecisione di Oscar Giannino – persona comunque degna di stima per quanto sta facendo – e che il nostro sogno vedesse alla fine il sottoscritto prendere per mano moglie e due bambini e andare via da qui. Accompagnato da tutti voi giovanotti che, proprio perché avete davanti una visione ben diversa e ancora più libera del vostro orizzonte, mettiate in pratica quel “piano B” di cui spesso parliamo tutti insieme.
    Sarebbe un amaro risveglio dal sogno per tutti ma soprattutto per Giannino che, a posteriori, capirebbe quale eccezionale arma di lotta politica aveva in mano: la voglia di fare e di migliorare di tantissimi giovani preparati e per niente “choosy”…la voglia di migliorare questo paese da parte di persone più “attempate” ma guidate da uno spirito altrettanto giovane e fresco…la competenza, serietà e capacità che li unisce e che abbatte le barriere dell’età che vedo non esistere fra di noi…

    Non posso non unirmi al tuo “cinguettio” e ribadire, forse con voce più da cornacchia che non da uccellino…

    Signor Oscar Giannino si candidi!

    …ma si rende conto di quale piccola armata dispone?…secondo me no….ci rifletta e ci pensi bene…tutti sentiamo che questa è una occasione vincente…

    Costantino Radis, 41 anni, architetto, giornalista ma soprattutto papà e marito molto preoccupato ma soprattutto molto molto molto immoderato.

  2. Bravo Vittorio, ho 47 anni e due figlie di cui una di 20 iscritta al Politecnico – Insomma potrei essere tuo padre ….bravo Vittorio! …sono orgoglioso di te e di tutti i giovani come te che vogliono cambiare l’Italia e, domani, il mondo!!

  3. Bravissimo Vittorio! Ben scritto.

    Sono un aderente anche io, faccio parte di un comitato locale e non ho notizie particolari in merito. Abbiamo anche noi la stessa sensazione, oltre al fatto che vanno benissimo i 10 punti, ma poi alla gente piace sapere chi è la persona di riferimento.
    La mia personale opinione è che non si tratti solo di indecisione ma che Giannino abbia da risolvere dei problemi “tecnici” e “tattici”, risolti i quali scenderà in campo definitivamente (per me è solo questione di tempo). Credo insomma stia semplicemente valutando il momento più opportuno per comunicarlo, perchè secondo me la decisione l’ha già presa da un po’…

    In ogni caso speriamo che il tuo appassionato sprono serva!

  4. Le “orde di statalisti” cosa sono? Private corporation mangiatrici di appalti pubblici truccati? O pubblici lavacessi che si alzano presto per far funzionare qualcosa in questa scassata Italia?

  5. Pensate che FermareIlDeclino possa fare meglio all’Italia con la candidatura diretta di Oscar Giannino o con l’appoggio ad esempio a Renzi?
    In un caso quali sarebbero le chance di vincita? E nell’altro?
    Con l’appoggio a Renzi è molto più probabile che uno spazio per cambiare questo paese lo abbia, magari diventando ministro dell’economia o dello sviluppo o della semplificazione.
    Nell’ipotesi di candidatura diretta?
    Io ho apprezzato molto l’endorsement pubblico a Renzi fatto da Giannino su Otto e mezzo qualche giorno fa.
    Forse dovrebbe essere più incisivo l’endorsement in modo da farlo vincere alle primarie!

    • Sì, infatti Giannino sta aspettando i risultati delle primarie del Pd. Il problema è che Renzi non è messo molto bene in nessun sondaggio. E se non c’è lui, la patrimoniale diventa una possibilità molto seria. In caso di sconfitta di Renzi la candidatura di Giannino diventa quasi un obbligo (quasi nel senso che c’è sempre l’espatrio).

      • Sono d’accordo con la tua analisi!
        Mi permetto però una lieve polemica: sono primarie del centrosinistra, non sopporto quelli che le chiamano primarie del Pd.

      • “…la patrimoniale diventa una possibilità molto seria…”
        In una nazione che mette l’iva anche sul pane, è davvero la cosa peggiore da fare? Comunque una obiezione sensata c’è, ed è che la patrimoniale già ce l’abbiamo. Si chiama Imu: forse basta quella.

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