La combustione spontanea è una realtà?

“Le persone, per quanto possa sembrare strano, possono prendere fuoco. Magari sono nel letto, o tranquillamente sedute su una sedia e poi… puf! diventano una palla di fuoco. Un fuoco azzurrino esce dal loro petto, come la fiamma di un fornello a gas, ed in poco tempo si trasformano in un mucchio di cenere. In genere, solo le gambe rimangono intatte.” A parlare è forse un ciarlatano in cerca di celebrità? Un ragazzo che ha fumato un po’ troppo? Un mafioso che cerca di spiegare come la vittima abbia potuto prendere fuoco? No, no, e ancora no.

 

Le parole escono dalla bocca del biologo britannico e professore di Cambridge Brian J. Ford, che sta studiando la combustione spontanea.

Prof Brian J Ford

 

La motivazione del fenomeno, secondo il professore, dovrebbe essere un eccessivo accumulo di acetone (chetosi), che può verificarsi in condizioni particolari, ma che è favorito dall’alcolismo, dal diabete e da una cattiva alimentazione.

Le cavie sono dei maiali, che hanno la sfiga di avere un codice genetico simile al nostro (ma tranquilli, usa tessuti, non animali vivi). Gli esperimenti per ora consistono nel marinare i tessuti dei suini nell’acetone o in altri elementi per una settimana e poi vedere come bruciano. 

Il caso più recente di supposta combustione spontanea riguarda Michael Faherty che è morto a 76 anni, il 22 dicembre 2010.

Il medico legale Ciaran McLoughlin ha registrato la causa della morte come “combustione umana spontanea”.

“Nel corso dei secoli, l’autocombustione ha provocato molte polemiche, e molte persone la considerano un mito. Ma esiste, e noi crediamo di essere in grado di spiegarne le cause” ha affermato il professore.

Aspettiamo trepidanti la puntata di Voyager in cui si affermerà che la combustione spontanea è un segreto tenuto nascosto dalla setta massonica mondiale che prenderà il potere il 21 dicembre 2012.

Vittorio Nigrelli

 

 

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