Hollande e la sua ansia.

 Hollande ci ha già stupito con decisioni popolari (il taglio delle auto blu) e leggi ispirate da un socialismo spinto. L’ultimo passo è stata la convocazione di Eric Schmidt, executive chairman di Google, all’Eliseo.

Description de cette image, également commentée ci-après

Eric Schmidt

Argomento? L’imposizione all’azienda una tassa, una specie di diritto d’autore, per quello che i giornali pubblicano e Internet rilancia.

La richiesta è arrivata dagli editori, che si dimenticano (o lo ignorano in malafede) che Google indirizza verso le testate di tutto il mondo 4 miliardi di clic al mese.

In comunicato stampa è stato riferito che “Il Presidente si augura che dei negoziati possano iniziare rapidamente e concludersi da qui alla fine dell’anno fra Google e gli editori. Ha sottolineato che il dialogo e la trattativa gli sembrano la strada migliore ma che, se necessario, una legge potrà essere approvata, sul modello del progetto tedesco”.

Google ha risposto che, se verrà imposta la tassa, il motore di ricerca non citerà più i giornali francesi (sarebbe davvero un terremoto, vorremmo vedere la faccia di Hollande quando si accorgerà degli effetti delle sue tasse).

Esistono editori che si fanno pagare per pubblicare i libri. La cosa fa imbestialire non poco: porti una possibile fonte di ricchezza, e loro invece che controllare, giudicare e se è il caso investire nel progetto, mettono sul mercato tonnellate di cacca scritta nero su bianco, perché tanto paghi tu. L’abitudine di far pagare chi offre un servizio sembra aver contagiato anche gli altri editori. E l’ansia da imposizione fiscale sta crescendo sempre più.

Se un amico cade per terra, io gli do una mano ad alzarsi. Non gli tiro calci nelle costole. Hollande in Francia, Monti in Italia, stanno facendo questo. Le imprese sono in crisi, a terra. Invece che dare loro una mano, i due governi stanno cercando di tirare loro tasse, gridando: “alzati! alzati porca miseria!”

I risultati possibili sono due: o l’amico si rialza e si ribella a questa follia, o a un certo punto, sfinito dai colpi, muore.

Non è un invito alla rivoluzione, è un invito a smettere di tirare calci, calci che rischiano di uccidere.

Vittorio Nigrelli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...