Rave Party di Cusago: chi ha ragione?

Lo scorso sabato si è svolto un rave party nella cittadina di Cusago, alle porte di Milano. Un rave, uno dei tanti, anche se l’epilogo ha dato il via a non poche proteste su internet.

Secondo le testimonianze, l’intervento della polizia sarebbe stato violento e immotivato.

I corpi antisommossa erano stati inviati al party, insieme ad agenti appartenenti alla DIGOS, per assicurare l’incolumità dei partecipanti. A quanto pare, però, i presenti sono stati attaccati e presi a manganellate. Botte che hanno mandato una ragazza ventiduenne in coma farmacologico e un cane, che probabilmente seguiva solo l’istinto, alla morte.
Secondo le autorità i poliziotti sono stati provocati con il lancio di vari oggetti contundenti, quali delle bottiglie.

Gli organizzatori dell’evento e alcuni presenti hanno dichiarato che le cose non sono andate così e l’intervento è stato immotivato.

Ecco la dichiarazione di uno di loro:

“Si presenta la digos di Milano, accompagnata dalla celere.
Prendiamo accordi con un funzionario che , comunicando col questore, ci da l’ok per far proseguire il party fino a domenica.
La festa continua la sua crescita, la gente entra a piedi, tutto regolare.
Il proprietario dello stabile viene minacciato dal comune che se non sporgera’ denuncia nei nostri confronti, verra’ denunciato lui stesso, perche senza di essa, la polizia non avrebbe potuto intervenire per buttarci fuori, tutto questo a nostra insaputa.
spegnamo la musica cercando sempre di prendere accordi, ma tutto negativo, una folla di 1500 persone inizia a fare cori e urlare , cerchiamo di riaccendere la musica a volume ridotto per calmare le acque, ma avremo spento da li a poco.
La polizia irrompe dentro il capannone, ci spegne l’impianto, chi chiude nel retro del sound, e inizia a manganellare qualsiasi cosa trovano davanti.”

Il portavoce del Siap, Sindacato italiano appartenenti polizia ha dichiarato: “nell’intervento i colleghi sono stati inviati allo sbaraglio e sono stati massacrati. Far entrare poche decine di agenti in un capannone con 1.500 giovani assordati dalla musica a palla, ubriachi e in stato di alterazione, è stata una decisione assurda, da incompetenti”. 40 agenti sono stati feriti negli scontri.
Si sa che, quando ci sono questi eventi, le due parti si schierano agli opposti, ma le versioni sembrano esageratamente diverse; si spera che nei prossimi giorni si riesca a far luce sulla vicenda.

Nastassia Aldanese

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