A Forlì vogliono dedicare l’aeroporto a Mussolini. Perché?

15 ottobre, Forlì. La notizia è già stata seguita da un’ondata di critiche, ma se era una trovata per rendere visibile l’aeroporto di Forlì dobbiamo ammettere che è venuta bene.

Forlì, infatti, ha un aeroporto, il Ridolfi, gestito da una società pubblica di gestione partecipata dalla Regione, dalla Provincia, dal Comune e dalla Camera di Commercio, che versa in una situazione di dissesto economico grave (strano, le partecipate di solito non hanno mai questo genere di problemi…).

Il sindaco, Roberto Balzani (Pd), che tra le altre cose è l’azionista di maggioranza, ha deciso di liquidare la società. I privati coraggiosi si stanno facendo avanti, ma il presidente della Confindustria locale, Massimo Balzani, è entrato a braccio teso nella questione: “Intitoliamo l’aeroporto a Benito Mussolini!”

Il duce è nato a due passi da lì, a Predappio, ridente insediamento felice di ricordare un così nobile cittadino. Questa è stata la motivazione con cui Balzani (Massimo) ha spiegato la scelta.

Massì, dopo Graziani perché non anche l’uomo della Provvidenza?

Immaginate la scena: “Buongiorno signore e signori, stiamo per atterrare all’aeroporto Benito Mussolini di Forlì, il tempo è soleggiato, siete pregati di lasciare sull’aereo fedi in oro e catenine, vi ringraziamo per aver scelto la XXXairline”.

Balzani (Roberto) ha detto: “E’ solo una provocazione per tenere alto il fuoco dell’attenzione, e riceverà presto una smentita”.

Quindi un modo per attirare l’attenzione, o un segno del fascismo duro a morire?

Intanto ci si interroga sulla reale utilità dell’aeroporto di Forlì, con un traffico di passeggeri basso, e solo due compagnie aeree che lo utilizzano. Secondo il sindaco, che ripetiamo è azionista di maggioranza della società; ripetiamolo ancora una volta: il sindaco, che è azionista di maggioranza della società; vi prego una volta ancora:  il sindaco, che è azionista di maggioranza della società (ok così credo che basti), il sindaco, dicevamo, crede che investire sull’aeroporto sia un modo per rilanciare il turismo nella zona e magari aprire nuove attività legate alla manutenzione degli aerei.

Una cosa è certa: i privati arrivano se qualcosa può funzionare, e non gettano i soldi di altri come potrebbe aver fatto il sindaco, che è azionista di maggioranza della società.

Se il progetto può funzionare si deve passare attraverso una privatizzazione dell’aeroporto, non attraverso una trovata cretina messa su per fare un po’ di rumore da uno che ha lo stesso cognome del sindaco, l’azionista di maggioranza della società.

Firmato: Vittorio Nigrelli, uno a cui non piace che gli aeroporti siano intestati a dittatori né che i sindaci siano azionisti di maggioranza di una qualsiasi cosa.

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