Snow Dragons, ovvero a chi conviene lo scioglimento dei ghiacci?

Ci sono argomenti sui quali tutti sono d’accordo. Le foreste in Amazzonia sono da salvare, l’allevamento intensivo ha qualcosa di profondamente sbagliato, il buco dell’ozono lo si dovrebbe restringere. E lo scioglimento dei ghiacci non è una bella cosa.

Ma sullo scioglimento dei ghiacci dell’Artico sono davvero tutti convinti?

Olandesi e veneziani sicuramente sì, e non è difficile capire perché.

Tuttavia qualcuno si sta sfregando le mani e spera in future annate bollenti. 

Secondo The Economist questo qualcuno sono le economie asiatiche, Cina, Corea del Sud e Giappone. In un articolo dal titolo immaginifero, “Snow Dragons”, il settimanale di Londra analizza i possibili sviluppi derivanti dal progressivo scioglimento dei ghiacci artici.

1) L’apertura di nuove vie di comunicazione. Il passaggio a Nord-Est, la cosiddetta Rotta del Mare del Nord (NSR), sopra la Russia e il passaggio a Nord-Ovest, sopra il Canada, potrebbero diventare navigabili per diversi mesi.

La NSR ridurrebbe il tragitto da Shangai ad Amburgo di 6400 km rispetto alla consueta rotta a sud, passante per lo stretto di Malacca e il Canale di Suez. Sempre lo stretto di Malacca costituisce una notevole preoccupazione per i cinesi, essendo il punto di passaggio dei quattro quinti dell’energia importata. Lo scorso agosto, Xue Long (Snow Dragon) la più grande nave rompighiaccio al mondo, è stata la prima nave cinese ad attraversare la NSR. La Cina ha investito parecchi milioni in stazioni di ricerca e si sta avvicinando diplomaticamente sempre più alla Russia, la quale potrebbe esigere dazi sul passaggio a nord. Nel 2014 si romperà la bottiglia di champagne sulla gemella di Xue Long.

2) La questione delle risorse. Si stima che sotto i ghiacci siano nascosto il 30% del gas non ancora scoperto e il 13% del petrolio, oltre che oro, uranio e altre preziose risorse minerarie. Inoltre nella zona abbondano i pesci, e non è assolutamente una questione secondaria, dato che la pesca su scala industriale sta esaurendo le risorse ittiche più a sud. Si potrebbe scatenare una vera e propria “Corsa al Ghiaccio”.

I paesi asiatici stanno premendo per poter diventare osservatori permanenti del Consiglio Artico, un forum intergovernativo degli stati artici (Canada, USA, Islanda, Norvegia, Danimarca, Svezia, Finlandia, Russia) che tecnicamente dovrebbe salvaguardare l’ambiente, e in pratica assicura a questi paesi il controllo sulle maggiori risorse energetiche del prossimo futuro.

E’ importante fare attenzione e rimanere vigili, perché questa situazione può avere ripercussioni sull’intero globo. E di fronte alla sparizione di alcune terre emerse (oltreché di Venezia) un viaggio più corto da Yokohama a Rotterdam può sembrare poca cosa.


Vittorio Nigrelli

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