Siria: Il silenzio di Putin

 

Fonte: New York Times

2 Giugno 2012 – In questi giorni la Russia ha dovuto affrontare le forte pressioni da parte degli altri paesi per quanto riguarda la faccenda Siria.

Il massacro di 108 persone ad Houla, tra cui la metá bambini, ha attirato (finalmente) l’attenzione dei paesi Occidentali, i quali hanno votato la proposta del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.

Il Consiglio ha accusato duramente il governo siriano di aver usato la forza contro dei civili e ha richiesto alla Commissione Internazionale di condurre un’inchiesta sul massacro di Houla, in modo da ottenere le identitá delle persone coinvolte.

Gli unici paesi ad aver votato contro la proposta delle Nazioni Uniti sono stati la Cina, Cuba e la Russia.

Vladimir Putin ha dichiarato di non voler prendere parte in questo conflitto diplomatico. Nonostante approvi la proposta di pace di Kofi Annan, vista dagli altri paesi come un modo per aiutare i ribelli a far cadere il governo, Putin si é dimostrato contrario all’intervento militare in Siria.

La dichiarazione di Putin é arrivata durante i suoi spostamenti tra la Francia e la Germania, durante i quali ha incontrato Angela Merkel e François Hollande.

Francia e Germania, i paesi che si sono dimostrati più favorevoli all’intervento in Siria, stanno cercando in tutti i modi di convincere il governo russo a collaborare.

“La situazione ora é talmente grave, che sta mutando rapidamente in una guerra civile” dice William Hague, segretario estero della Gran Bretagna.

Putin concorda con le Nazioni Unite sul fatto che il conflitto evolverá in una guerra civile, ma rimane sempre contrario all’intervento militare dei Paesi Occidentali in Siria.

“Non si risolve niente con la forza” afferma Putin durante una conferenza stampa con la Merkel.

La discussione si é intensificata durante una conferenza a Parigi assieme al presidente Holllande, che appoggia fortemente il piano delle Nazioni Unite. Secondo il governo francese non ci sarebbe via di uscita senza le dimissioni di Assad.

Putin si é dimostrato fortemente contrario a questa posizione, poiché crede che togliendo al potere Assad non si risolva niente.

“Credi che togliendo Assad dal potere, il paese ritorni automaticamente alla normalitá” dice Putin al New York Times “Guarda cosa é successo  in Libia o in Iraq!”

La posizione di Putin ha messo la Russia sotto una cattiva luce in questi giorni. Sono molti i paesi che accusano Putin di collaborare con il governo siriano ed iniziano giá le prime manifestazioni anti-governo in Russia.

Hilary Clinton ha accusato la Russia di non essere imparziale. Secondo la Clinton, il governo russo sarebbe coinvolto in uno scambio di armi iniziato due anni fa, che potrebbe   aver contribuito al potere del governo di Assad.

“Non mi risulta che la Russia sia coinvolta nel fornimento di armi in Siria” ha dichiarato Putin

Durante la conferenza stampa a Berlino, Angela Merkel ha dichiarato che la Russia condivide lo stesso obiettivo con gli altri paesi, ossia cercare di bloccare una futura guerra civile. La Merkel crede che il supporto della Russia sia fondamentale per il successo dell’intervento in Siria.

“Non succederá niente di tragico alla Russia, se Assad se ne va” dice l’esperto George Mirsky al New York Times “Sará sicuramente negativo per la nostra reputazione nei paesi Arabi ed in tutto il mondo, ma sopravviveremo”

 

Virginia Pigato

 

 

 

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